riflessione

a pochi metri

a pochi metri da dove tutti i pomeriggi prendo il treno che mi riporta a codogno… sul binario 3 della stazione di lodi, venerdì sera una ragazza è stata risucchiata e spappolata da un eurostar (probabilmente non annunciato) a tutta velocità

in quei pochi metri, così abituali, così inosservati, così poco importanti, c’è qualcosa che mi turba perchè risveglia l’attenzione e mette la morte al posto della routine

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morte2.0 oltre la vita2.0

non è un post scritto sull’onda emotiva della morte dii Randy Pausch

e nemmeno il post di un superipocondriaco che al minimo dolorino in posti sospetti pensa che ci sia sotto qualcosa di grave

è solo una serie di riflessioni che vuole astrarre, e distrarre, da una realtà scandita, per diverse persone (in realtà una nicchia) che scrivono, comunicano, il più delle volte semplicemente cazzeggiano, in un posto virtuale sul quale esprimono idee, creano branchi, molto spesso scrivono anche di quando fanno la cacca o di cosa stanno per bere

avete mai pensato bloggertwitterpersoneduepuntozero alla morte?

non di un lutto di celebrità o di un lutto che vi abbia colpito da vicino, ma della vostra morte?

siete più ossessionati di perdere la vita reale o la vita virtuale?

chi scriverebbe l’ultimo post?

definireste un tenutario, un erede, qualcuno che vi scriva l’ultimo post del blog (e che magari ne continui la manutenzione di wordpress e vada avanti a pagare lo hosting) e che si prenda la briga di microbloggare un addio postumo?

in definitiva, esiste anche una morte2.0 ?

se vi sembra un post macabro, probabilmente non avete la mente abbastanza serena in proposito per farci un pensierino

buonanotte, serenamente, pacatamente.

del vedere

tutte le persone come amici

ho letto spesso anche su altri blog, è facile cadere come sono caduto parecchie volte

…nell’errore di associare allo star bene con una persona (non intendo il partner, ma amici conosciuti tra ufficio, scuola, tempo libero e altre occasioni) l’esser amico di quella stessa persona

evidentemente non esiste un automatismo, o una soglia

forse esistono fatti che testimoniano quel passettino in più che l’altro è disposto a fare nei tuoi confronti, forse è quello che definisce un amico

certo passare anche tante ore al giorno a condividere una scrivania, a ridere insieme e presumere di essere in sintonia, non basta

non basta