Tag: società berlusconiana

SUVvia

insomma da cosa nasce tutto questo odio per i suv?
dal fatto che siano “ecologici”, sono come minimo certificati euro4 per emissioni, anche se fanno 2 km con un litro di carburante…?
dal fatto che siano sicuri, e che in un incidente con un auto “normale” gli altri rimangano sempre danneggiati anche se si andava a 10 km/h…?
dal fatto che siano “comodi e spaziosi”, occupando il doppo del posto nei parcheggi, nelle strade del centro dove passano loro e gli altri aspettano?
perchè sono l’ideale per andare in vacanza, magari in montagna o dove serva avere il fondo alto, considerando il fatto che vengano usati pressoche` unicamente in città (e che quasi tutti gli abitanti della montagna abbiano dei fuoristrada tradizionali o molto più probabilmente la panda 4×4…) …?

Berlusconismo boomerang

Economia, politica, immagine, successo, sono solo le manifestazioni “esteriori” del fenomeno berlusconiano.
L’ex premier è sicuramente un eccellente comunicatore, ottimo imprenditore di se’ stesso, interpretazione italiana del self-made-man a base di arte-dell’arrangiarsi.
Economia e politica sono punti di partenza e di arrivo di un percorso che, attraverso l’icona dell’uomo “vincente”, ha inciso sul terreno di una società già di suo individualista; l’accelerazione brusca, quindi, verso il trionfo dell’apparenza e l’annullamento di elementi sociali leganti, alla base del nostro vivere civile, arriva proprio con l’ascesa cominciata trent’anni fà di un personaggio che si trova a costruire un impero, a raccogliere consensi rastrellando i mass-media di ogni tipo ed editoria, rafforzando e “strutturando” il business del calcio spettacolo (trovando gioco facile in Italia), muovendo passi accorti tra finanza e politica per mantenere saldo tale potere, sfruttando la leva dell’anticomunismo, simboleggiando la parte “imprenditoriale” che “cresce e fa crescere“.

In tutto questo, la politica, secondo me, c’entra poco.
La destra, quella vera e liberale, nonchè i riformisti, non possono che essere rimasti delusi dell’ingresso in campo utilitaristico del Cavaliere che, aggrega consensi elettorali ma, in un quinquiennio di governo, quanto ha fatto concretamente per il tessuto economico pulsante delle PMI italiane? Quanto ha fatto realmente in materia di liberalizzazioni e accrescimento della competitività?
Ebbene, le domande politiche ed economiche, già basterebbero a porre dei seri dubbi sulla matrice dello scorso esecutivo.

Penso però che si sottovaluti ancora troppo l’impatto sociale…
In uno scenario di Italia senza berlusconismo, senza la smania dell’affermazione individuale sopra a qualunque cosa, come sarebbe la società civile?

Provocatoriamente, sarebbe plausibile pensare che non esisterebbero cose come…
città piene di SUV e famiglie con 3/4 case più del necessario (e altrettanti mutui)…
il livellamento verso il basso degli standard culturali e formativi, con la passiva accettazione che “ignorante è bello” e “apparire è essenziale“…
imperi tele-mediatici come mediasetmondadori che fanno accordi con monopolisti come murdoch e telecomprovettiolivetti per spartirsi beatamente la torta della comunicazione…
monopoli di fatto e/o cartelli di operatori in qualunque settore, senza la possibilità del consumatore di “fare attivamente mercato”, ma solo di subirlo e finanziarlo…
un mercato del lavoro nel quale “precariato” è elegantemente riassorbito dal termine “flessibilità” e si disintegra il (già scarso) valore dato alle risorse umane …
… Insomma, parafrasando in senso inverso lo spot di nutella, Che Italia sarebbe stata senza Berlusconi?

Ora che le nuove generazioni hanno visto coi loro occhi e assaporato che fatica, sacrificio, studio, abnegazione e umiltà sono solo “orpelli del passato“, e ciò che conta è solo vendere bene la propria immagine, che tanto poi “in qualche modo si fa“, cosa potrà risollevarci, dallo stordimento di questo boomerang che ci ha colpito in testa?

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