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del web

qualche tempo fa mi veniva voglia di sbottare contro la menata di turno, ovvero l’ennesima pubblicità gratuita fatta a wired per l’ennesimo articolo volto a far parlare e a vendere un prodotto cartaceo ormai alla frutta… e poi per fortuna ho perso anche la voglia

anche perché il “visionario” si è sciolto come ghiacciolo al sole, e perché mi bastava aspettare un più razionale commento di luca de biase, molto più bravo di me ad analizzare queste cose… ecco un estratto che evidenzio dal suo articolo:

3. Il pericolo che la rete libera sta correndo non viene dalla concorrenza delle apps che in fondo non sono che un altro modo per usare internet. La supposta chiusura delle piattaforme per usare le apps è comunque parte di un sistema competitivo aperto basato su internet. Del resto, Facebook è anche una piattaforma per le apps che si usa sul web. Il vero pericolo è che i grandi cui Anderson e Wolff assegnano già la vittoria riescano ad abbattere la neutralità della rete che garantisce l’innovatività del sistema (tema accennato per esempio da Gizmodo).

 

Molti commenti alla vicenda sottolineano che si tratta semplicemente di un’operazione di marketing di Wired. Sono intervenuti per quanto ho visto: Giuseppe Granieri, Tiziano Caviglia, Massimo Mantellini e, velocemente, Nereo.

Plagiando educatamente – Luca De Biase

Il problema non è la mancanza di rispetto per il copyright, in questo caso: il problema è che assegnare finte ricerchine da fare a casa insieme a test e altra roba da fare in fretta e senza metodo non serve più a nulla. I ragazzi non sembrano capurne il senso visto che trovano tutto facilmente online.  Meglio trovare un altro esercizio da fare. Magari scoprire il copia incolla degli autori famosi potrebbe essere più divertente ed educativo

da: Plagiando educatamente – Luca De Biase.

ricordo quando in prima superiore (correva anno 1991) utilizzare un pc per fare le ricerche e gli elaborati significava solo saper utilizzare un word processor, perché la farina non poteva essere che del mio sacco

non è nostalgia, è per capire – come dice de biase – che con l’evoluzione degli strumenti a disposizione, si devono evolvere anche le tipologie di esercizi e le metodologie di insegnamento

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