liberi cantieri di sbarrax

Remoto remoto

Non trovo più plausibile che dal prossimo futuro “fare qualcosa da remoto” – sia esso lavorare o un corso di studi o una qualsiasi occasione di fare cose insieme – venga visto come inaccettabile o un piano B, in alcuni casi perfino una “gentil concessione”.

Questi mesi di covid19 hanno dimostrato che non ci siano limitazioni di natura tecnica, che il 99% dei lavori d’ufficio, la didattica e perfino gli aperitivi, a distanza non solo sono possibili ma in molti casi siano di gran lunga superiori dal punto di vista logistico e pratico.

Certo che gli spargifumo e gli affetti da micromanagement non vedranno l’ora di tornare in un ufficio, dato che lavorare in modalità distribuita li espone troppo alle loro stesse debolezze organizzative e produttive.

Bisogna quindi spingere nella nostra pratica quotidiana per cambiare l’ordine delle cose, far diventare normale questa modalità di lavoro e di fruizione di svariate attività, non per avere una società di immobili, ma per ridistribuire la vita in orari e luoghi meno concentrati.

La normalità di un mondo distribuito infatti non coincide con il lockdown di questi mesi, ma deve andare a stabilizzarsi per convivere in una piena fruizione degli spazi pubblici e della socialità personale, che potrà rinascere finalmente nel territorio dove si abita, smantellando così progressivamente il concetto di zone dormitorio.

Questione di meeting

Incontri remoti

  • daily meeting con cliente
  • 3 videolezioni su 3 figlie per 4/5 giorni alla settimana
  • videomeeting lavorativi di varia natura, su zoom, webex, google meet, gotomeeting, jitsi, teams, skype business, etc.
  • webinar
  • occasionali “aperitivi remoti”

 

Didattica a distanza: aggiungiamo (entropici) livelli di complessità

  • non è stato designato uno strumento unico nazionale per la didattica a distanza, mi sembra di capire che ogni direzione didattica abbia fatto una scelta propria
  • la direzione didattica locale ha adottato “ClasseViva” di Spaggiari, software migliorabile, se non altro è dotato di parecchie opzioni di utilizzo e “oggetti” logici (troppi, forse) come chat, aule virtuali, agenda, bacheca, etc.
  • ogni insegnante, o gruppo di ~, usa uno strumento diverso per comunicare con gli studenti compiti e videolezioni, affiancando troppo spesso anche il temibile WhatsApp per mandare i link a stanze zoom(…), magari cinque minuti prima dell’orario di inizio
  • chi controlla le indicazioni relative a compiti del giorno? Ovviamente i genitori, che se hanno più figli, finiscono per impazzire.

la verità in tasca

Nasci
Cresci
Corri

Muori

parafrasando uno spot di prodotti per bambini

la vita è fatta di varie fasi

quando scollini ipoteticamente, ti senti un po’ “la verità in tasca”, tutte le risposte (sempre 42 ovviamente) sono lì nel tuo campionario, sei pronto a giudicare immaturo o inappropriato ogni gesto/azione di individui più giovani di te

quanto è vero tutto ciò?
ti ci ritrovi, ora che hai passato i quaranta?
e soprattutto, quanto è legittimo questo comportamento e quanto non lo è?

Evoluzione e involuzione da isolamento forzato

Ascoltando i modi di dire, i contrasti e i pensieri della gente, in questi mesi in cui il coronavirus, denominato da oms poi covid-19, si assiste bene o male alle stesse involuzioni di frasi e comportamenti un po’ in tutti i Paesi

inizialmente viene bollato come un problema lontano, tutto cinese

poi il contagio arriva “da noi” ed è un problema dei focolai, che diventano zone rosse isolate, per poi passare a una intera nazione bloccata nelle proprie case, ad ascoltare bollettini di ricoverati, intubati, morti

nel mezzo, gli accaparramenti forsennati di generi di prima necessità con supermercati assaliti, qualche sindaco che fa aperitivi in giro, gli amministratori locali che “non mollano”, quelli che “la mascherina non serve” e “faccio quello che voglio”, poi bisogna chiudere tutto, scellerato chi non chiude, e poi ovviamente “riapriamo al più presto per non mettere in ginocchio l’economia”

un carnevale di isteria collettiva (che sostituisce il carnevale vero, abolito per pandemia), e di politicanti che si accusano reciprocamente per attirare l’attenzione

i cittadini – mediamente diligenti – stanno a casa, anche se insomma, le regole valgono per tutti ma le deroghe se l’autoinventano… tipo andare nella seconda casa appena prima dei controlli annunciati o sconfinare in altri comuni per motivi non proprio lavorativi o indispensabili

 

Covid environment as code

Now that we’re living covid-19 times, let’s try to define what we see and what is happening around us, as if it was a piece of (pseudo)code:

 

Functions are not implemented but they’re quite “symbolic”…

Code is here, feel free to open a pull request.

COmunicazione VIrale Deficiente 19

ovvero COVID-19

che ci ha mostrato nudi

nudi di fronte alla nostra incapacità di essere preparati alle emergenze

  • incapaci di comunicare efficacemente
  • incapaci di organizzare nei tempi giusti le misure da adottare
  • incapaci di informare le persone nei termini giusti e razionali per inquadrare la situazione reale, evitando di sottovalutarla o sopravvalutarla

Jenkins Engineer

engineer

Something Engineer

(thoughts about terms and job titles)

my current consultancy position may assume several and curious job titles, if you look around

anyway the most used out there is “devops engineer”, which sounds weird to actual software engineers

starting from here, you get a world of so many quaint job titles that you can’t imagine

most of them require you to think some minutes about the real meaning, what they’re doing in real life is not so easy to understand

 

but in my case, DevOps is not a thing you have to create, manipulate or think about, it’s a methodology

a lot of people claimed that being an engineer of a methodology is inappropriate and they’re right, from a language point of view

but living language and, above all, sloppy head hunters’ lists of skills and requirements, have overtaken good intentions

 

cases of something

it gets quite difficult to understand that a “Customer Engineer” is not a person who designs “customers”, but an engineer dedicated to a specific customer (or a restricted set of)

(and yes, I like writing in English and Italian both, it’s up to you, reader, to decide, if you feel bothered or not)

CodEmotion Milano 2019

This year I had the possibility of choosing among good talks with calm and it paid off honestly…

On the organisational side, I have to say it got worse… food was extremely below the expectations, I really can’t find the match for a (not-so-little) paid event. Moreover, staff at the room corners seem to know nothing about organisation matters and I was a bit astonished.

Anyway, I can say a little about the talks…

 

Building Stateful Clustered Microservices with Actors and Kubernetes – Hugh McKee

I couldn’t attend the whole talk, but I found it very interesting, since I don’t have a deep knowledge of Akka, while I obviously knew Kubernetes, so the application was very attractive.

 

Java Migrating to 11 in real app – Poitr Przyby

This talk seemed a bit sciolistic but… the guy was a good performer!

It could be boring to hear a long list of a language features, which are changing from a major release to another, so the speaker should entertain the audience and keep it awaken 🙂

Piotr threw some Polish jellyfish packs to people answering his questions

 

Deploying Go Functions – Julien Bisconti

I didn’t appreciate very much this talk, because the actual part I wanted to see at work – the FaaS deploy system – has not actually been showed more than twice and very slightly.

A pity.

 

Combining Serverless Continuous Delivery with ChatOps – Viktor Farcic

He simply worths the  ticket.

I didn’t really want to attend CodEmotion this year, but when I saw that there was Viktor – an amazing person I knew in Amtersdam, attending a CloudBees course – I changed my mind.

He showed the present and the future of Jenkins X, a promising project which is evolving under the hood and it will change the way we look at CI/CD with the Jenkins family (actually it’s not Jenkins anymore!)

 


Second day

The Life of a Packet Through Istio – Matt Turner

An illuminating talk that showed the Istio components and how they manage the east-west networking inside a kubernetes cluster

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l’antivirus dell’inps

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This monitor is publicly on display in the gallery of Cavalli Square, the very heart of Piacenza.

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