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Cupra 2017

Stazione di Cupra Marittima
Cupra Marittima – Ferrovia – il treno che passa

 

In queste vacanze ci siamo regalati 2+1 settimane nel nostro posto del cuore, Cupra Marittima, con la terza settimana delle bimbe in cui io son tornato nella bassa per lavorare e mi son spostato con i sublimi treni regionali da e verso il lido (poco più di cinque ore, cambio ad Ancona compreso, non è un brutto viaggiare, senza contare che i regionali della Regione Marche sono relativamente nuovi e puntuali, confrontati con i pessimi di Trenord).

 

Oltre alle grandi sagre spettacolari – menzione particolare per lu buccolotte in una parrocchia di Grottammare, organizzata “divinamente” – abbiamo iniziato ad esplorare l’entroterra appenninico, bruciando la pelle ai bordi del Lago di Fiastra e incrociando paesi ancora segnati dai terremoti degli anni scorsi.

 

“Gite” Cupra 2017

 

  • 10 luglio: Montalto M.
  • 12 luglio: Carassai
  • 14 luglio: Campofilone
  • 15 luglio: Spaccio iMac/igi
  • 16 luglio: San Benedetto del Tronto, Rubbianello, Porto San Giorgio, Torre di Palme
  • 17 luglio: Torre di Palme
  • 19 luglio: Lago di Fiastra, Macerata
  • 20 luglio: Le buccolotte Grottammare

 

 

marina di bibbona

a distanza di ~25 anni, torno un posto ideale per famiglie, relax, natura e mare degno di tale nome

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wunderbar

Le vacanze a Riva son state una sorpresa di relax vento e buon cibo
Le prime vacanze con la bimba, che veniva fermata dai tanti tedeschi e ammirata con un wunderbar che le prime volte scambiavo per un’ altra parola…
Gli stereotipi sulla vacanza al lago tipica dei vecchi non valgono per Riva,dove gli sport legati al vento la fanno da padrone
doppio palo Riva del Garda le vele a Riva DSC_8985 DSC_8963 DSC_8975

dei rientri e non

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dopo tanti anni son tornato a far una vacanzina estiva di quelle che facevo tanti anni fa, negli stessi posti, con un po’ di panzetta che non avevo, ma con la stessa passione, con gli stessi occhi, la memoria di una natura così spettacolare e al contempo così difficile per molti da apprezzare

francamente mi interessa poco che il trend socio-culturale punti a modelli di vacanza e relax diversi

siamo stati bene entrambi, ho fatto conoscere a mia moglie luoghi, persone e percorsi – sia in senso stretto del trekking, che mentali – che ritengo preziosi sia perché fanno parte del mio passato, sia perché possono essere un presente e un futuro solidi

il rientro alla routine è mentalmente difficile, è uno stato d’animo da combattere più nei confronti della pigrizia personale che nei riguardi di un grande carico di lavoro

ciak, si gira!

carrellata

Carnac

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Brest

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Angers

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Nantes

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Mont Saint Michel

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Dinan

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Bordeaux

bordeaux

del ritorno

siamo tornati per una via decisamente lunga, ma sfiziosa

da rennes, via nantes, bordeaux, tolouse, montpellier, nice, ventimiglia…

qualcosa di rovinoso, per il guidatore, godibile, per lo spettatore

dal freddo e grigio cielo di bretagna, si avverte lo stacco, il cambio di clima, sia in termini meteorologici che in odori, facce, colori, entrando in bordeaux per darle un’occhiata

poi si macinano chilometri come sassolini, flussi di autostrade interrotte a ogni città: un sistema assurdo, privo di raccordi e reali tangenziali cittadine (esistono le “rocade” ma sono anelli di devastante perdizione)

dopo tolosa si assaggiano piccoli pirenei e si intravede mistica carcassonne, cartolina del medioevo

poi si tocca la provenza, e gli occhi cominciano a bruciare

tagliare fuori marsiglia e proseguire oltre nizza fino al confine è la mazzata finale

era un viaggio che meritava un break programmato, ma un appuntamento italiano spostato di un giorno ci ha costretto a concentrare i tempi

è stata una vacanza itinerante decisamente intensa, le immagini, le parole, i volti, le canzoni, i cibi e le figuracce del nostro maccheronico francese al quale correva in soccorso l’inglese; tutto è fermo lì, condensato in un’emozione lunga dieci giorni

A l'assaut de la forteresse de Loches…

la giornata di oggi è trascorsa bene nella città di Loches, sulle rive del fiume Indre, dove andava in scena l’ultima delle cinque giornate de “L’Epopée Médiévale”

figuranti e artisti di strada hanno animato la città alta medievale con canti, balli, esibizioni, esercitazioni di mestieri medievali, e soprattutto tanto intrattenimento “in stile” ben organizzato

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domani una giornata più spezzata e itinerante, je pense

sbarrax in tour(s)

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approdiamo oggi nella loira

scrivo il resoconto di una giornata di viaggio sfigatissima e incredibilmente più lunga del previsto, dalla stanzetta di questo alberguccio di tours col wi-fi gratuito (unica consolazione)

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fino al frejus, tutto bene

la savoia, una noia
come pure il pezzo da lione a clermont-ferrand, passando per saint-etienne: una palla terribile

scendendo invece verso riom-bourges, sulla strada verso nord che ci portava a tours, abbiamo attraversato il “centre” della francia, regione ventosissima e piena di girasoli e di falchi

fotografarne uno in modo decente mentre l’auto correva è stata pretesa troppo grande…

a domani, col primo castello…

radio capital suona diversa

trattasi di pubblicitò esplicita, questa

e neanche retribuita

ma una radio che manda in vacanza tutto agosto gli speaker e trasmette in continuazione musica e di selezione di qualità, se la merita

p.e. tornando a casa stanotte il broadcast sembrava una mia playlist, compatibilità totale

3 classici della motown nel giro di mezz’ora, e poi talking heads, peter gabriel, david bowie

una compagnia impagabile

a carnevale

maschere…i bambini, oggi, stanno a casa da scuola (e lo son stati anche ieri, procurando d’altro canto enormi benefici al traffico nelle ore di punta)

cosa che non succedeva, quando andavo io a scuola

anzi con ricordo con affetto la festa del martedì grasso, e in particolare quella del carnevale ’83, nella quale portai la cassettina degli europe (quella con it’s the final countdown, per intenderci) che fece tutti quanti felici

di quei periodi mi piacerebbe recuperare, se mai qualche lettore ne fosse in possesso, le filastrocche/poesie aventi per tema le maschere popolari piacentine (in particolare ne ricordo una che parlava di tunein cucalla che prendeva il tram per andare “in città”) – googlando non ho trovato proprio niente in proposito, e trovo un peccato perderne la traccia (non saranno famose come le maschere arlecchino, colombina o pulcinella, ma certamente rappresentano un piccolo pezzo di tradizione locale)

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