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province che scompaiono

Provincia di Piacenza (wikipedia)

al di là dei sentimentalismi e dei campanilismi, secondo i quali ci si potrebbe dispiacere per l’eliminazione di province come lodi e piacenza, penso che questo provvedimento sia la solita scorciatoia più demagogica che utile

non affronta il vero nodo della questione province: la (presunta) poca utilità di un livello amministrativo a metà tra regione e comuni

problema che si doveva e si poteva affrontare togliendo le cariche politiche provinciali e conferendo uffici e deleghe/competenze da provincia a regione

non siamo una repubblica federale, e quello che ci stanno spacciando da tanti anni per federalismo è un’accozzaglia eterogenea di colpi di legge a destra e a manca, anche se la base di tutto, se non erro, è la legge bassanini che stabilì le deleghe da affidare a comuni, province, regioni

aggiungo solo tre cose:

  • mi affascina la provocazione di andrea: aboliamo le regioni, non le province… avete presente cosa hanno in comune uno di sondrio e uno di lodi (cioè: niente), non è molto più vicino al territorio la provincia rispetto alla regione?
  • ma se il problema nasce dalla domanda “a cosa servono le province?” perché sono sconosciute o giudicate irrilevanti le deleghe ad esse affidate, non era sufficiente ricalibrare le deleghe tra comuni/province/regioni?
  • perché in altri stati europei hanno le province, o comunque tre livelli di suddivisione amministrativa al di sotto dello stato, e non le hanno ancora abolite? (domanda semi-retorica, questa)

Colpa del CAF

in questo post de Linkiesta.it c’è un grafico del debito pubblico italiano in rapporto al pil negli ultimi trent’anni, con annessa spiegazione

e la considerazione è: la premiata ditta CAF (l’acronimo era Craxi/Andreotti/Forlani, anche se Forlani in realtà non è stato, ma Fanfani) è stata l’artefice di un rialzo di quasi il 30%, di cui paghiamo gli interessi ancora adesso

la famigerata eredità del passato evocata da tremonti quindi non è di matrice ulivista, come potrebbe sembrare sottinteso, ma viene proprio da quella classe politica che ha generato il pdl e berlusconi, ovvero psi e dc
ma queste cose ovviamente giulio (e tantomeno silvio) non le dice

la Costituzione passa da rating AAA a rating AA+

Art. 41.

L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

via la Costituzione.

Silvio e Giulio ci dicono che si trasformerà in «Nell’economia privata è libero tutto tranne ciò che è espressamente vietato.».
Bel passo avanti, no?!?. Chissà cosa mai vieterà l’attuale articolo 41, chissà.

Le modifiche costituzionali hanno un iter decisamente lungo, e l’unica cosa concreta che ha promesso il governo – il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2013 – suona tra la barzelletta e la mazzata. Ci dobbiamo credere?

Manovra, la Casta (del Pdl) si ribella

C’era quasi il rischio che in sta manovra ci finisse qualcosa che assomiglia a provvedimenti innovativi e liberali, ma probabilmente verrà epurato come la salva-fininvest.
Un colpo al cerchio e l’altro al cerchio, come direbbe La Russa.

Da Manovra, la Casta (del Pdl) si ribella – Corriere della Sera:

È in corso infatti all’interno del Pdl una raccolta delle firme per protestare contro la manovra da domani al voto del Senato (al momento sarebbero circa un’ottantina). «Fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali, noi il testo – assicura un avvocato del Pdl – non lo voteremo mai dovesse anche cadere Tremonti». Un’altra norma contro la quale si stanno alzando le barricate tra i berlusconiani è quella che renderebbe incompatibile l’incarico di parlamentare con quello di sindaco o di presidente di provincia. Solo alla Camera gli interessati sarebbero 9 presidenti di provincia e 6 sindaci. «E state pur certi – si assicura ancora nel Pdl – che anche quella norma deve saltare se vogliono che votiamo la manovra».

(correlato)

su pei (tre)monti

Che bello, il nostro super-ministro dell’economia, di origini valtellinesi, è un provetto sciatore, anzi, è un maestro.

Sci: A Tremonti diploma ad honorem, non chiamatemi ministro ma maestro:

Gli hanno dato il diploma ad honorem.
Un po’ come se fosse già morto.

Che belli i nostri ministri zombie che sciano.

Tremonti come Giano (bifronte)

Tremonti a volte dice delle cose che molti italiani vorrebbero sentir dire, come ” è ora di vietare i falsi in bilancio “, sentite un po’ le sue dichiarazioni al TG1:

Sarà vero che soffre di crisi d’identità, che è sia Robin Hood che sceriffo di Nottingham allo stesso tempo?

Farà come col condono? …