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monetine

la prima volta che ascolto una canzone di daniele silvestri, non presto molta attenzione ai significati del testo, che emergono alla seconda lettura, dopo che l’aspetto musicale – spesso allegrotto – passa in secondo piano, per assuefazione…

<…> Io sono imparziale e non mi impiccio
Se vinci prendi tutto
Se perdi in fondo è solo qualche spiccio
Il rischio è minimo
La posta in gioco alta
Prendi una moneta, amico… e gratta
Credici, provaci, potresti fare tredici
Se cedi il turno adesso sei pazzo riflettici!
Il tuo destino sta girando
Ora! sei stato sfortunato, amico… tenta ancora! <…>

Sono tante le monetine spese, tante carte grattate, poche vincono, ma tutte le altre no. E scorrono fiumi di monetine, in questo casino di stato.

la lagna della cagna

a proposito di televisione, coglievo l’ironia della sorte, nella combinazione di alcuni significati magari accoppiati non volontariamente…

passa assai lo spot di un’automobile marchiata come una radio italiana, con in sottofondo un tormentone pop-stressante contemporaneo, di cui gli itaGliani – i più – ignorano il testo

nella lagna stiracchiata, christina aguilera dice che in certi giorni si sente una gran “cagna” (o puttana, l’accezione è la medesima), e altri giorni si sente una super ragazza, là pronta a salvare il mondo…

è altrettanto vero che bitch, come verbo, significa pure “lagnarsi“, “lamentarsi“, e nulla è più azzeccato per un tale tormento di suoni e rumori

Milioni di giorni

Quando avrò un figlio, e avrà una certa età, dovrò ricordarmi di cantargli questa canzone:

Non c’è più tempo per aspettare
Non puoi usarlo ancora come scusa e rimandare
Non puoi vedere solo il bene
Non puoi temere solo il male
E non confondere il mondo con una regione
Non confondere il denaro con la ragione.

Perchè mio figlio dovrà sapere
Perchè mio figlio dovrà sperare
Perchè mio figlio dovrà imparare
A capire…
Milioni di sogni
Milioni di segni
Per milioni di giorni ancora…ancora.

Non nascondere a nessuno
Il pensiero e la dignità
La minoranza non è una debolezza
La maggioranza non è una qualità
Ma la voce più convincente
E’ spesso quella che ti spiega meno
Perchè conforta, non ti contrasta, ti dice solo quello che vuoi sentire.

Ma mio figlio dovrà sapere
Ma mio figlio dovrà sperare
Ma mio figlio dovrà imparare
A capire…
Milioni di sogni
Milioni di segni
Per milioni di giorni ancora…

Il tuo pensiero
La tua esistenza
L’infinito umano è tutto qui.
E’ tutto qui….E’ tutto qui…
L’infinito umano è tutto qui.

Perchè mio figlio dovrà sapere
Perchè mio figlio dovrà sperare
Perchè mio figlio dovrà imparare
A capire…
Milioni di sogni
Milioni di segni
Per milioni di giorni ancora…ancora…

(“Milioni di Giorni” – Niccolò Fabi)

San Matìo

San Matìo

Co la regina de San Matio la vole l’acqua rento ‘l so castello,
ma che la porta el capitano, quel che comanda la cità de Gia-no.
Ma ‘l capitano ga za l’amore, la ze la fiola de Lilano Belo;
el se le porta nel so castelo e l’indormenza co ‘le serenate.
Le serenate del capitano le sveja tuta la cità de Giano.
Ma la regina no’ ze contenta: la vole l’acqua de la Valle Scura.
El capitano el ga paura, el ga paura de la Busa Fonda.
La Busa Fonda, la Busa Nera, el capitano belo el se dispera.
El se dispera el capitano, quel che comanda la cità de Giano.
Ma la regina no’ ze contenta: la vole l’acqua rende l’erba men-ta.
Co’ l’erba menta, co’ l’erba amara, la Busa Fonda la diventa ciara
, col primo sole de la matina, la prima onda ze de l’acqua fina.
Col primo sole, la prima onda, co’ l’acqua fina la diventa bionda,
col primo sole de la matina, la prima onda ze de l’acqua fina.
Col primo sole, la prima onda, co’ l’erba menta la diventa bionda,
col primo ciaro de la matina el capitano beve l’acqua fina.
Ma la regina no ‘ze contenta: la vole l’acqua rento ‘l so castelo;
che ghe la porta, col capitano, la vol la fiola de Lilano Belo
Lilano Belo dal campo tondo ga tanti fiori che profuma ‘l mondo,
ma ‘l capitano li porta via così la storia ‘desso ze finìa.
La ze la storia del capitano, quel che comanda la cità de Gia-no.
La ze la storia de la regina che la voleva tuta l’aqua fina.
Ma ‘l capitano la porta via, così la storia ‘desso ze finìa.

Sembra strano, ma sta canzone è quella che abbiamo ascoltato di più in vacanza.
E` capitato sotto mano il cd del coro degli alpini, direttamente dalla mia naja, e tra un inno e una preghiera, c’è questa canzone di chiara accezione veneta 🙂 che è fortissima.

dei nomadi

canzoni eterne, interpreti straordinari

nomadi #3 nomadi #2


Forse scorre dentro il silenzio il senso
e il profilo della vita è tra le cose
e anche il buio serve ad immaginare
la ragione che ci invita a provare
so che può far bene anche gridare
per riscattare l’anima dal torpore
so che ad ingannarmi non è l’amore
perché voglio amare

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare a farmi male, voglio morire di te…
()

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