Categoria: android

hotspot personale

Con il passaggio a Fastweb Mobile e in abbinata l’acquisto di smartphone della mela morsicata, mi son imbattuto in un curioso comportamento: la possibilità di abilitare un hotspot personale ( = fare tethering) è visibile nelle impostazioni solo se l’operatore di telefonia lo consenta… se non si compila il campo APN per la sezione “hotspot personale” la stessa voce non comparirà nelle impostazioni.
Dopo aver compilato APN (“apn.fastweb.it”) al primo livello del menu Impostazioni compare “Imposta Hotspot Personale” che però, appena cliccato, emette un alert che invita a visitare nuovamente “Carrier” (le impostazioni dell’operatore): questo passaggio nella guida di Fastweb non è contemplato e ti fa sentire un cretino in quanto in quella sezione delle impostazioni ci sei appena stato… fatto sta che basta rientrare e uscire dalle impostazioni operatore per veder finalmente funzionare i settaggi dello hostpot personale (Fastweb: mettilo nella tua guida!); magari non prende a caldo i valori di APN e ha bisogno di convalidarle prima di abilitarle, non saprei, ma poco importa in fondo, se non che funzioni.

Le prime settimane di utilizzo di questo oggetto – che costa il doppio del Nexus 5 appena rottamato (ormai in condizioni pietose, dopo botte varie e fotocamera posteriore sostituita invano) dopo 3+ anni di onorato servizio – rivelano in effetti la sua generale superiorità: fisica ed ergonomica del dispositivo, oltre ovviamente alla solidità della soluzione, composta da un sistema operativo e un cloud personale molto sodali.
Non che debba arrivare io, poverino, a ribadire queste banalità, è che in effetti un appassionato come me di Android, che “li ha provati tutti“, ora in effetti si trova bene senza remora alcuna.
Il Frattola di 10 anni fa ti prenderebbe a schiaffi” 🙂 mi ha detto qualcuno, riferendosi alla “chiusura” di iOS contro la presunta “apertura” di Android.

Dell’ecosistema Apple molto software è open source, a dirla tutta, a partire dal cuore Unix di macOS, e poi WebKit (il motore di rendering di Safari), per non parlare di Swift, linguaggio eletto per lo sviluppo delle app, e molto altro ancora. Il completamento ideale di questo ecosistema aperto sarebbe iOS, e credo/spero che ci arriveremo, forse con la release 12, chissà..
Dal punto di vista personale invece, lasciando indietro le connotazioni morali-sociali-legali legate al codice sorgente, è naturale che andando avanti con l’età aumenta la pigrizia e diminuisce la volontà di sbattersi, il che significa che si vuole un sistema funzionante sempre e comodamente, caratteristica che le soluzioni Apple incarnano perfettamente. Ammetto che se non avessi avuto la possibilità di abbinare il telefono con pagamento dilazionato difficilmente avrei speso così tanti soldi per uno smartphone, suppongo.

AirDroid, una prima prova

L’impressione è ottima, l’ho provato ieri sera…
AirDroid, sulla wi-fi casalinga, è veloce da configurare e far funzionare, e funziona decisamente bene e senza intoppi.

Completo di tutti gli aspetti di uno smartphone, il fatto che giri in un browser è il suo difetto e il suo pregio.

A meno di cambiamenti dello stile di vita – uso lo smartphone come e più di un notebook – dubito un uso massiccio nel prossimo futuro, ma le funzionalità sono interessanti.

Anche più del Samsung Kies che di più penso abbia soltanto il check aggiornamento del firmware.

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market.android.com 2011-11-9 12-27-0sarebbe bello poter configurare determinate app anche da web

alcune lo fanno, certo, ma la cosa veramente cool sarebbe avere il market di android come “intermediario”

mi spiego: il market – in tutte le sue manifestazioni – potrebbe prevedere un’area dati, anche solo un file di testo semplice o xml, dove poter scambiare con le app informazioni di configurazione o anche puramente descrittive
queste informazioni si dovrebbero poter editare sia dal web che dal dispositivo android

esempi

installo una app per il podcast (p.e. hapi), il passo successivo è configurare le fonti… dalla navigazione è spesso malcomodo (far copia del link e incollarlo in hapi), o in certi casi impossibile
con un’area di interscambio dati come scrivevo sopra, posso comodamente inserire dal desktop le mie sorgenti (tipicamente delle URL di feed xml) e hapi potrebbe cercare fonti direttamente in essa

Android Usb Port Forwarding (By Thierry Parent)

Ho tradotto, previa autorizzazione dell’autore Thierry Parent, l’articolo Android Usb Port Forwarding pubblicato su CodeProject.

Ecco la traduzione:


Questo tool crea un tunnel USB tra un dispositivo android e il PC. Il tunnel inoltra la comunicazione da e verso l’host Windows

Introduzione

L’architettura di Android non permette di avviare la comunicazione da Android con l’host attraverso cavo USB. Il contrario è possibile, utilizzando lo strumento “Android Debug Bridge” (ADB in breve) fornito da Google.
Questo strumento agisce da tunnel tra l’applicazione client Android e il server host. Si tratta di un’implementazione software di un router adibito a IP port forwarding.

Nella parte Host, è necessario dichiarare le porte che si vogliono tenere aperte sul lato Android e il tunnel incapsulerà le comunicazioni tra android e l’host. L’host può essere qualsiasi server in rete o in locale.

 

Prerequisiti

  • Abilitare “debugging Usb” sul tuo Android: Vai a parametri / Applicazioni / Sviluppo e abilita l’opzione “Usb Debugging”
  • Installare”Usb Tunnel” sul tuo Android (vedi link download sulla parte superiore di questo articolo) o dal Market:
  • Installare l’applicazione host Windows (vedi link di download in cima all’articolo) o dal collegamento SkyDrive o questo link gDoc
  • Sul pannello di configurazione, immettere il percorso del programma ADB. ADB è parte del SDK di Android. L’installazione include i file richiesti minimi.
  • Aggiungi tunnel. Ogni tunnel è composto da un nome, una porta Android (una porta bassa come la 80 non può essere utilizzata), un indirizzo IP e una porta dello host (può essere diversa dalla porta sul dispositivo android)

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samsung galaxy nexus

Siamo spiacenti

L’applicazione I miei caricamenti (process com.google.android.apps.uploader) si è arrestata improvvisamente.
Riprovare.

uploader - chiusura forzata

L'appBrain che vorrei

AppBrain e’ veramente semplice e ben fatto,
specialmente per quanto riguarda l’accoppiamento live tra il droide con l’app in esecuzione e le operazioni fatte sul sito web

tipo impostare il wallpaper scelto dal sito e vedere dopo neanche un minuto lo sfondo comparire impostato sul telefono
o rimuovere un app dal sito e vedere poco dopo che parte la disinstallazione sul telefono (grazie al push to phone)

quello che e’ migliorabile, e con poco, e’ l’aspetto social

visto che ci sono gli utenti, e presi ben bene via google, ci vorrebbe un semplice suggerisci app a un utente” (magari a quelli che abbiamo sottoscritto)

Sarebbe interessante anche poter condividere via buzz o twitter anche aspetti più granulari di un’intera lista

Ultima cosa, quando disinstalla un app, potrebbe passare dal market, così si può lasciare feedback

a livello di sviluppo penso il tutto costi max 2gg uomo, se mi date qualche dollaro ve la sviluppo io 🙂

Galaxy S finally Updated to Froyo

E finalmente, dopo aver aggiornato Samsung Kies, per l’ennesima volta, Andrea e io ci abbiamo riprovato, ad aggiornare i nostri Samsung Galaxy S, e… finalmente l’aggiornamento è riuscito!

Vuoi per avere seguito un consiglio dei forum di quelli che mi lasciano tanto scettico (cercare, con un tool per windows, i file con estensioni più lunghe di 16 caratteri… ebbene, montata la scheda interna su windows, ho trovato 3 file con queste caratterisctiche, in directory di cache di applicazioni che manco più mi ricordavo, e li ho cancellati), vuoi per l’ennesimo aggiornamento del software su windows, stavolta Kies ha fatto il suo dovere.
Precisazione: i file con estensione di lunghezza maggiore di 16 caratteri era molto probabilmente il motivo per cui andava in crash la MTP Application sul telefono; tale crash&restore continuo dell’applicazione impediva di fatto a Kies di stabilire la connessione.
Prima chiede se si vuole salvare i contatti della rubrica remotamente, poi scarica il binario del firmware Froyo, infine lo installa e si riavvia il telefono.

Una volta riavviato, il telefono rimane in stato dormiente per parecchi minuti, con la “S” dello splash screen di Samsung che luccica tanto ma non porta a niente.
Dunque stacco il cavo usb e riavvio il telefono manualmente.

Infine Froyo, con le tante caratteristiche conosciute e desiderate, che piano piano sto mettendo alla prova…

android senza uscita

diciamo che l’assenza di Esci/Chiudi – come mi ha scritto Matteo Scotuzzi nei commenti – la capisco come “filosofia” generale, ma all’atto pratico non la condivido molto

per due motivi:

  1. specialmente nei browser per passare alla home page o alla pagina delle applicazioni, o apro una nuova finestra e chiudo quella corrente con cui ho navigato, o premo tante volte il tasto back quante sono le pagine visitate … gosh
  2. se un’applicazione si prende gran parte della cpu, e non ho un task manager nei task recenti accessibile via bottone, sono fregato come al caso 1): non riesco più a uscirne

ovviamente io sono nuovo, sia su android che su cellulari samsung, quindi non so dove sia il confine tra i limiti del sistema operativo e quelli del cellulare

Galaxy S

è un oggetto notevole
sarà il display amoled da 4 pollici che ha un multitouch sensibilissimo e preciso
sarà il sistema operativo android
nella confezione mi mancava il laccetto, e devo anche trovare una custodia adeguata (date le dimensioni simili, andrà bene quella di iphone?)

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l’esperienza utente è sorprendente, la facilità di installazione di nuove applicazioni (mi sbaglio o manca normalmente l’opzione Esci?) dall’android market (mi sbaglio o manca un motore di ricerca interno?),
l’applicazione “camera” che sfrutta appieno i 5 megapixel aggiungendo live funzioni di elaborazione e scene

l’integrazione col mondo google è ovviamente piena e configurabile

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