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Cambi

Febbraio 2012 mese di cambi.

Casa e Lavoro.
Dopo 5 anni a Fombio, si torna a San Rocco al Porto.
Dopo 11 anni di Zucchetti, si va a Milano, in una ditta giovane, più piccola ma più interessante e vivace.
Un po’ più di sacrificio dunque, ma l’aspettativa di qualcosa di più, anzi molto più di qualcosa. E’ questa la linea che accomuna i due cambi, neanche a farlo apposta contemporanei, neanche a farlo apposta uno finanzia l’altro.

co-housing

é un periodo in cui lavori in casa – imbianchini, tende, mobilieri – mi sento un po’ disorientato. Ammetto che per cert versi mi smuova un po’ cerebralmente dal nido che mi sono creato in tre anni che vivo da solo. Il rinnovamento parte da dentro, e generalmente porta nuove energie

due traslochi

vi è mai capitato di fare due traslochi in un mese

…ma stile START TRANSACTION e ROLLBACK

son cose che capitano, quando cambi casa senza cambiarla 🙂

/home

magari tutti tutti i giorni, mi annoierebbe un po’

ma pensare (anzi, ripensare) di poter lavorare da casa, avendo tutti gli strumenti a disposizione, e non poterlo fare solo per questioni burocratiche e culturali, un po’ rabbia la fa

in fondo, spostarsi (in treno), interagire coi colleghi (che non sono poi tutti così antipatici, dai :P), sono componenti della giornata che non sempre pesano

è altrettanto vero che, in mattine come queste, nelle quali dovevo andare in banca per fare determinate pratiche (impossibili da fare via home banking), e aspettare il tecnico per la manutenzione annuale della caldaia, prendere mezza giornata di ferie è veramente un peccato, visto che avrei potuto tranquillamente fare un sacco di cose collezionando i tempi morti tra un impegno e l’altro

tra l’altro, non sono nemmeno pagato a ore (ma son mensilizzato)

ma immagino che, per arrivare a una tale maturazione culturale per la quale vengono valutati gli obiettivi raggiunti e la reciproca fiducia datore-dipendente sia cosa scontata, dovranno passare ancora diverse generazioni all’interno del feudo

del GUADEC

sono anni che utilizzo GNOME con piacere, soddisfazione, quasi affetto, sicuramente convinto di aver visto crescere uno strumento che vada al di là di un semplice desktop manager

via emmanuele, ho scoperto un po’ tardi che in questi giorni si svolgeva a istanbul (si conclude oggi) il GUADEC (GUADEC (pronounced GWAH-DEC) is an acronym for the GNOME Users? And Developers? European Conference.), e pian piano da l� ho cominciato a leggere su quello che � tracciato, del futuro di GNOME

ancora wp-spam

le persone con cui fai e diventi rete, costituiscono nel tempo una macchina collaborativa strepitosa, a tal punto che senza neanche rompere le scatole in giro, prima alesstar (dalla quale son arrivato a napolux), e poi ancora francesco e giorgio, che segnalano e portano link utili e possibili soluzioni. => ##

purtroppo per l’autotest ha dato esiti negativi e anche il tema, a prima vista, non ha niente di sospetto nei php (anche se l’ho cambiato per vedere un po’ se si verifica cmq l’iniezione di spam)

nel frattempo sto clonando, a intervalli regolari, sul pc di casa, tutto il wp remoto via sitecopy, ne faccio un tar.bz2 e faccio un artigianale screening, per vedere se ci sono modifiche di file di qualsiasi natura (dopo aver eliminato i possibili fake segnalati da napolux)

strolling around

a volte, come stasera, mi prende di allungare il tragitto di ritorno dalla stazione verso casa, e puntare la bici verso il cuore del piccolo paese di retegno

assapori i piatti che stanno cucinando nelle varie case, molte ancora delle quali si affacciano sulla strada, tanto che puoi, pedalando piano, quasi avere il tempo di dire buon appetito a coloro che vi abitano e che stanno iniziando a cenare

diciamo che è anche un aperitivo olfattivo, e ti fa venire qualche idea per la tua cena, quando torni un po’ più tardi del solito e ancora hai la testa in quel dannato ufficio

mi piace la frazione in cui abito, nonostante non lo senta mia, capita che dia delle calde sensazioni

e non mi riferisco alla temperatura tropicale di questi giorni

primoverno 19

Questo nostro vento, un po’ maggiolino negli odori e nelle temperature, che richiama i cicloni del nord-europa… 19°C alle ore 19 del 19 gennaio…

Segnali di un’inquietante accelerazione, nella mutazione climatica; non seguiti da altrettanta attenzione dalla popolazione, che si limita a registrare cinicamente, come un pennino che traccia un grafo sulla carta, di un rullo che parla di un clima impazzito, di gente inerme e addormentata da un finto benessere e dalla frenesia di consumare, bruciare, ignorare.

Oggi ero a casa dal lavoro, a causa della festa patronale, del feudo lodigiano.

Tanti piccoli interventi di ordine e manutenzione di casa e di vita.

Sarebbe decisamente rilevante, e mi aggancio (in piena sintonia) a questo post di Roberto, per chi fa un lavoro come il mio, fare il telelavoro.
L’azienda per cui lavoro ha gli strumenti, la banda, le attrezzature, il software, per attuare questa possibilità.
Il contratto nazionale degli informatici – un contratto “trasversale” siglato dalle varie rappresentanze di categoria e di contratti, ed estende i CCNL dei vari settori (tipicamente Commercio o Metalmeccanici) – già prevede e descrive modalità e tariffe minime per telelavoro, assistenza da remoto, reperibilità… basta applicarle.
Ma è una questione (sub)culturale, c’è ben poco da fare.

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