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Cloud Conference 2014

Uno speech può interessare per l’abilità del relatore di intrigare e/o tener vivo l’interesse della platea, piuttosto per il carattere innovativo degli argomenti trattati, o ancora perché – in caso di seminario – si prende un argomento e se ne implementa davanti a tutti un esempio, sia esso un’installazione o del codice di esempio.

Queste conferenze si muovono sul confine tra il product-placement e
la descrizione sommaria di un argomento caro agli organizzatori (magari al limite dell’off-topic).

Mi sarebbe piaciuta una conference in cui gli sviluppatori venissero immersi in case studies concreti
di utilizzo del cloud computing, non in presentazioni che sono marginali a esso

Ditemi voi infatti, se un tool per la creazione di API REST, piuttosto che un tool di ricerca basato su Lucene, o ancora come Spotify utilizzi Cassandra per gestire le playlist,
non siano argomenti affrontabili in ambito non-cloud…

Ironia della sorte proprio il ragazzo di Spotify ha ammesso che la loro applicazione non fa uso di cloud,
se non per lo storage della musica (che è su S3)… 😀

Indico la lista degli interventi che ho seguito con in corsivo un mini-commento:

1) Porcia –  Amazon Web Services

  • Istanze spot, costi
  • Kinesis, nuovo servizio real time processing
  • Panoramica C. I. & C. D.

intervento un po’ troppo commerciale, molto orizzontale, poco tecnico, dava un’infarinatura utile se non si conosce il panorama AWS

2) David Pilato –  elasticsearch

  • caratteristiche di elasticsearch
  • prodotto Kibana: interfaccia grafica in angularjs verso elasticsearch con notevoli potenzialità


Un simpatico product placement in ‘french english’, alla mia domanda (fatta via live.cloudconf.it) perché uno dovrebbe scegliere elasticsearch al posto di solr in effetti ha detto “sono equivalenti”…

3) Zimuel – Zend Technologies

  • REST caratteristiche generali
  • Apigility – suo software open source (fatto in Zend Framework 2) che permette di mettere in piedi una API REST con delle buone caratteristiche attraverso un’interfaccia web

Lo Zimuel di sempre, asciutto e pragmatico con qualche battuta ironica su java per rompere il ghiaccio, illustra il suo tool ZF2-based che mi è sembrato un buon software, così, di primo acchito

4) Mittica – Corley

  • Aws Iam
  • S3
  • DynamoDb
  • federated app
  • AngularJS sample
  • Interessante possibilità di taglio sia verticale sia orizzontale nei ruoli (iam)

una presentazione breve, molto pratica (e molto da “frontendisti”)

5) Antonello Pasella – freelance

esempi di Real time applications con angularjs, ma senza mostrare codice

Più uno show che altro, poi è saltato il telone e si è spento il proiettore… gosh

6) Simone Bordet – Intalio

  • CometD – loro suite opensource per utilizzare websocket&asyncIo
  • brevissima descrizione di Websocket

Bel prodotto e presentazione tecnica molto ben fatta

 

7) Jimmy Mårdell – Spotify

  • Version control for playlist
  • Cassandra – descrizione rapida delle caratteristiche
  • come spotify ha utilizzato Cassandra per la gestione delle playlist


Svedese, ex-lead developer di Cassandra, ora il manager dei developer playlist: bravissimo, velocissimo, una presentazione ottima


8) Salvatore Sanfilippo – autore/sviluppatore di Redis

  • Redis Cluster – Meccanismi di replica e Failover, raft, paxos

molto bravo, l’autore di Redis, però il carattere della presentazione era molto da database engineer


Solo gli interventi 1, 4 e 6 erano strettamente associabili all’argomento Cloud Computing,
già questo è indicativo di un qualcosa che dovrebbe essere migliorato, secondo me.

robe da non credere

ieri, mentre aspettavo che l’auto uscisse dal lavaggio vicino all’auchan di san rocco al porto, un ragazzo moldavo mi ha chiesto “per Piacenza, perchè non mi fanno andare?

gli ho risposto “non puoi proseguire perchè il ponte è crollato, devi tornare indietro e prendere l’autostrada

il commento accompagnante il ringraziamento è stato “roba da non credere

come dargli torto?

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di intenseDebate…

…come lo chiamava Niki in un ottimo post di Giovy, è proprio la “quadratura del cerchio” 🙂

e vi accorgete della potenza nel momento in cui attivate l’integrazione con friendfeed: avrete nei commenti del blog anche i commenti fatti all’item corrispondente in friendfeed, creando così un circolo davvero virtuoso di discussione che si svincola dal punto di ingresso del commento e del modo di arrivare ai contenuti

non metto in dubbio che ci siano delle altre piattaforme di commenti – l’unica che ho provato prima di questa è stata coComment – ma l’integrazione così intima (vedi: acquisizione da parte di Automattic, la ditta dietro a WordPress.com) con wordpress è effettivamente un valore aggiunto enorme, anche solo per il sync biunivoco dei commenti tra il database locale e quello di intensedebate (che permette in ogni momento di abbandonare la piattaforma senza perdere i propri commenti).

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