pd

esempi di primarie

Primarie centrosinistra Rottofreno, il 27 sarà duello Bellan-Negri

screenshot6

Rottofreno è comune da poco più di 11000 anime
Il Pd fa le primarie per decidere il candidato sindaco
Può anche darsi che ci siano dietro magagne che non conosco,
ma mi viene l’orticaria quando sento cose del tipo “le primarie ha senso farle solo nelle grandi città” o “è assurdo che non siano riusciti a mettersi d’accordo su un candidato“, se ci sono più disponibilità non è uno spreco sottoporle a un confronto diretto,
in my humble opinion

Partito in beta release

Che il sito ufficiale del pd reindirizzi ancora a beta.partitodemocratico.it da’ molto la misura di quanto questo partito non sia ancora stable

Incentivi alla rottamazione

Ci sono Renzi e Civati che vogliono, vorrebbero, rottamare la vecchia classe dirigente del PD.
E con loro molti auspicano novità, di facce e di metodo.

Chi da fuori si chiede “ma non avete fatto le primarie l’anno scorso? … non era lì che potevate attuare il rinnovamento?
non ha purtroppo idea di quanto ci sia una componente mediatica forte anche nella cosidetta base
una componente più orientata a votare il nome “famoso” che le tanto amate “idee“,
una componente che guarda con maggior simpatia alle stesse facce che son lì a tirare le fila da trent’anni, e a perdere le elezioni da sempre (se si considerano i dirigenti ex-ds)

Ci vorrebbero, anche in questo caso, degli incentivi alla rottamazione…
a patto che nelle regole ci siano vincoli inderogabili sul numero dei mandati, siano tali mandati di partito o elettorali
ma poi che ne dite se rottamiamo il concetto stesso di partito, ovvero di struttura fine a se` stessa? (troppo filo-americano?)
Un partito come supporto economico, logistico e organizzativo alla vita politica di chi si vuole candidare e di chi poi viene eletto a rappresentante o governante,
ridando la responsabilità ai singoli individui che si impegnano, in modo che siano nomi e cognomi a prendersi le proprie responsabilità

Per adesso e’ ancora nel dimensione dell’utopia

velcroni

Ignazio Marino sulle recenti iniziative veltroniane (lettere, documenti…):

lunedì 20 settembre 2010
WALTER SBAGLIA, IL PD PARLI ALL’ITALIA

Le divisioni sono un film che abbiamo gia’ visto in passato. E non hanno portato ad alcun risultato positivo per il Partito Democratico. I dirigenti che hanno alle spalle una lunga esperienza politica lo capiscano e mettano fine a un dibattito che non viene compreso dal nostro popolo, ma provoca solo delusione e amarezza. Basta battibecchi dentro il partito e balbettii fuori di esso.

Leggi la mia intervista a Il Centro e l’Unità.

sentivo Zucconi stasera, e in effetti condivido la sua considerazione, che Veltroni tornato dall’Africa e poverino non sa che fare, non riesce proprio a stare in disparte, rivuole un posto nel teatrino nazionale

Manifestazione contro i simboli padani alla scuola di Adro

squadra che "vince"…

… sai, il pd va così forte, che è un peccato “spaccarsi”, vero?
è stucchevole, noioso, controproducente
eppure il gruppo dirigente è sempre quello e sempre litiga al suo interno, e si difende dalla possibilità di essere scalzato

cito da civati alcuni sintomi tra i peggiori che condivido:

Che è un po’ difficile rimproverare al segretario degli ‘altri’, ora, di non avere la «vocazione maggioritaria», perché quella vocazione lì, Bersani non ce l’ha. A lui gli piace l’alleanza con l’Udc, ce n’è poche di storie.

Che piuttosto sarebbe da chiedergli conto del fatto che, se è possibile, il partito è meno «strutturato» di prima (altro must dello scorso anno), che le tessere non si sa nemmeno quante siano (e come mai siano precipitate, soprattutto in alcune zone del Paese), che alcune questioni di non poco conto, sotto il profilo culturale, non siano nemmeno più considerate. E che, da ultimo, se si annuncia la campagna d’estate e il porta a porta, poi magari li si fa. Anche. Ecco cosa chiedere a Bersani.

pd che perde di vista gli elettori e se stesso, altro che il riformismo promesso in cui anch’io credevo
c’è uno smarrimento enorme, e assenza (ancora purtroppo) di concretezza