Tag: considerazioni

del mio medico

sarà che l’ho visto spesso, dall’età di 15 anni a ora
sarà che, se dovessi io sopportare tutte quelle persone da visitare ogni giorno, probabilmente mi sparerei un colpo in testa
sarà che penso: io prenderò uno stipendio inferiore certamente al suo compenso percepito dall’asl, ma mi devo fare il mazzo molto meno di lui (sia in senso fisico che psicofisico)

non dico che il dottor cattadori sia un santo, ma è sicuramente una persona di buona e grande volontà, si diverte a spiegarmi per filo e per segno le varie diagnosi e i trattamenti, e ha una memoria di ferro (e silicio: il suo notebook) che lo porta a non dimenticarsi neanche una virgola della mia storia clinica

pacchetto da quattro soldi

arrivo al 20/21 del mese, e comincio a scegliere cosa rimandare, della mia spesa, all’inizio del mese prossimo, visto che le bollette incombono, e la mia bambina sta crescendo
tra le altre cose, al 25 del mese, mi scade l’assicurazione dell’automobile, quell’automobile che mi serve per portare la bambina all’asilo che sta nel paese vicino (qui i posti erano finiti, inesorabilmente)
quell’automobile che per l’amor di dio funziona, ma un po’ vecchiotta la e`, ha diversi colpi e il motore non e` piu` un granche`
quell’automobile che pero` e` stata immatricolata dopo il 1999, non mi permette nemmeno di avere quei 1500 euro
ma diciamoci la verita`, se pur con millecinquecento euro di bonus, come potrei trovare come minimo quattordicimila euro per comprarmi un’automobile in cui ci stia ancora il passeggino?
le rate… no, grazie, ne ho gia` abbastanza di quelle attuali

questa puo` tranquillamente essere la situazione di molte persone che conosco, e in effetti e` un collage di molte situazioni sento raccontare quotidianamente

gay e normali

non bastano i vescovi deliranti e una stampa compulsiva e sbandata
forse di film come Milk, opere di sensibilizzazioni simili, non ce ne sono abbastanza

fatto sta che mi è capitato di sentire anche tra le persone cosiddette “istruite” frasi del tipo “gli omosessuali sono sbagliati perchè contro-natura” o “i gay devono capire che la loro condizione non è normale, questo è il mio pensiero, non lo puoi contestare!

invocare la libertà di pensiero per esprimere discriminazione verso altri lo considero sintomo di putrefazione sociale

non basta un presidente nero all’estero, per l’italia ci vorrebbe un presidente donna omosessuale di origine mediorientale: una bella botta ai clichè e ci scrolliamo di dosso il medioevo, che ne dite?

delle marchette e del buzz

Fa bene Mafe quando a chiedersi

« E come si fa a improvvisarsi amici di qualcuno, come sembrano chiedere tutti gli uffici marketing nell’ultimo mese? Loro la chiamano “infiltration”, ma quali sono i risultati di queste operazioni? <…> E se tutti noi che ci affidiamo alle dinamiche spontanee di diffusione delle informazioni, basate sull’intelligenza distribuita e sull’entusiasmo sincero, avessimo torto? »

Ma resto abbastanza dell’idea che, in fondo, le marchette si riconoscano da sole, perfino amici insospettabili ne fanno :).
Mi ha sempre fatto un po’ “pena” il meccanismo per cui un’azienda manda a un blogger un prodotto per vederlo recensito sul blog (non di settore) considerato “autorevole”… apparentemente è la stessa cosa che succede con i redazionali sulle riviste di settore, ma in realtà si appoggia su quella che Mafe chiama «fonte considerata autorevole/simpatica/interessante». Il giornale di settore vive di quel prodotto e di quel marketing, il blog individuale in teoria no, ma se l’autore di quest’ultimo scrive di qualcosa è potenzialmente considerato in modo diverso perchè teoricamente “disinteressato”, in grado di dare un parere da utilizzatore e non da “giornalista” specializzato.

Per dire, se vado su engadget, mi aspetto naturalmente qualcsao di paragonabile a un redazionale, so che vado lì apposta, è un blog che parla di tecnologia, non mi stupisco di trovarci prodotti in prova mandati da aziende.

Se vado sul blog di sbarrax, tipicamente personale, pieno di cavolate, di vita privata e altre considerazioni, al massimo può trovare la sua passione per la nikon o per il nokia n70 che usa da una vita, e che si è pagato coi suoi soldini per soddisfare le proprie passioni o i propri bisogni.  
A parte la poca autorevolezza del blog usato come esempio, se la Nital mi mandasse una D3X per parlarne bene…    😛

Nel frattempo, per la pausa di metà mattina, andrò a cercarmi qualche recensione di succo di frutta… 😀

(s)election day

oggi ci sono le elezioni che nomineranno il prossimo presidente della nazione più “potente” di questo mondo

da un lato c’è la (flebile) speranza che con l’elezione di obama la tendenza internazionale cambi sterzando verso una sinistra riformista e “liberale

dall’altra c’è quel senso un po’ festaiolo un po’ idealista che una certa sinistra italiana vuole attribuire a questa probabile vittoria, quasi stesse a segnare la strada per una loro eventuale riscossa

questo pd può scimmiottare finchè vuole i casi di successo di partiti esteri laici, riformatori e progressisti, ma deve ancora trovare una reale aggregazione interna tale da dimostrare che la possibilità di percorrere questa strada sia realtà e non soltanto un bel sogno esterofilo

non è mica facile

è una risposta che sento spesso, troppo spesso

perchè finchè rimane una semplice considerazione, ci mancherebbe

ma è diventato clichè utilizzarla come giustificazione per le cose non fatte, sia per pigrizia che per negligenza o semplicemente timore di non farcela

in un’espressione c’è racchiuso secondo me il trend sociale di questi anni:

non è mica facile => non lo si fa

un altro pianeta

ovvero quello in cui delle famigli nè ricche nè vip, crescono i figli con standard di vita e consumistici elevatissimi

figli che quando crescono – almeno anagraficamente parlando – te li trovi a discutere sulla prossima automobile da acquistare, che non può certo essere inferiore all’attuale segmento c da 180 cv, e che magari una serie tre da soli cinquantamila euro è l’unica alternativa possibile, perchè magari la si trova a chilometri zero a un po’ meno

per non parlare di giubbotti che sfiorano i mille euro, e vestiari le cui spese fanno a gara con le spese di certe donne che dilapidano gran parte dello stipendio in shopping

la vacanza, deve unire in un anno ibiza, milano marittima e magari sharm, altrimenti non ci si è divertiti

quando sento parlare di queste cose, mi chiedo quando si sia aperto il varco spazio-temporale da cui è uscita questa razza proveniente da un pianeta dal così fasullamente alto tenore di vita

Is there anybody out there?

libro delle facce

il boom di questa fine estate di facebook è impressionante, soprattutto perché lo strumento in se` esisteva già da parecchio tempo, e il fatto che si voglia contrapporre a myspace come peso specifico mi fa un po’ specie, visto che fondamentalmente i due servizi nascono e continuano a svilupparsi in direzioni diverse, perchè nati con obiettivi diametralmente opposti

uno è una vetrina personale, che accentra l’attenzione su di se`, sui propri interessi, e lo si nota nella personalizzazione grafica e di layout spinta all’eccesso (che per un purista web è alquanto vomitevole, almeno in certe pagine personali)

l’altro vuole essere strumento che mette in comunicazione gente nel modo più semplice possibile, tanto che la maggioranza di quelli che si sono iscritti, due secondi dopo, si chiedono “E mo’?!?

accorpare strumenti di terzi, spesso cagatine perditempo, nonche` la chat e l’aggregazione su un wall dei più diffusi strumenti di social n{e|o}tworking certamente lo pone in vantaggio nei confronti del rivale, dal punto di vista dell’espandibilità, anche se myspace è nato prima, ha ovviamente svariati milioni di utenti in più, ha murdoch alle spalle, è veicolo di diffusione multimediale per numerosi artisti,  e per tutta la serie dei motivi qui citati è anche preferito dai non-geek (categoria che abbozzo qua ma che neanche saprei definire,,,)

ilpaesechemormora2.0

Facebook: il rovescio oscuro della medaglia. – Psicocafé”

(considerazione già fatta in FF) In facebook, in friendfeed e in più in generale nei social network (i primi due in particolare sono quelli dove maggiormente nome e cognome hanno la prevalenza su nickname protettivi), sei tu che decidi cosa e quanto raccontare di te: l’errore eventualmente di sbilanciarti troppo e di sovraesporti lo fai tu in prima persona.

Nei paesi, invece, sono gli altri che si fanno i cazzacci tuoi, anche se tu non ti esponi.
A partire dal vigile urbano che esce per accertarsi del tuo cambio residenza quando arrivi in un posto nuovo, per arrivare ai vicini e ai postini, per i quali sei un libro aperto (hanno un database relazionale nel cervello che immagazzina tutte le transazioni della quotidianità altrui – è realtà, non fantasia).

La differenza è fondamentale, e sta nel “chi-dice-cosa“.

di alcune manie

certo, gli italiani come luogo comune largamente implementato, hanno manie come il gossip e le classifiche

immagino che l’avranno già proposto in tanti, ma se blogbabel facesse una scelta coraggiosa come eliminare la classifica, esaltando così tutto ciò che è strumento (già presente e molto valido) di analisi dei contenuti e delle discussioni?

capisco che il suo creatore e i collaboratori abbiano speso tanto tempo e ingegno per mettere a punto un algoritmo, ma francamente una classifica con meccanismi punitivi è IMHO poco utile, al pari dei giochetti fatti o meno per scalarla; blog come quello di catepol, che piacciano o meno, sono ricchi di contenuti molti vari e probabilmente sono un po’ il navigatore che dà la sensazione dove il social networking stia andando (sempre IMHO), il fatto che vengano esclusi certamente non fa di quella classifica uno strumento attendibile

a parte che una classifica sui link mi ha fatto sempre parecchio ridere perchè non vedo cosa c’entri con l’attendibilità, ci sono nei primi 200, blog inguardabili oppure aggiornati ogni-morte-di-papa, che magari sono citati solamente come home page (che senso ha contare come “discussione” il link alla home page e non a un post specifico, dove si trova lo sviluppo della discussione?!?), l’unica considerazione che mi viene è di dare lo spazio alle idee e al confronto veri, senza rimettere in campo il cosiddetto pisellometro tanto caro agli italiani, di cui già facciamo indigestione

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