Tag: considerazioni

dita macchiate

ho ancora le dita macchiate da tutte le prugne che ho snocciolato ieri sera, per farne marmellata

la cosa è aggravata dal fatto che mi mangio da sempre le pellicine intorno alle unghie

detto questo, l’aria meno umida, il morale è così così, il lavoro attraversa una fase di caos pre-ferie poco… costruttiva

una cosa che mi fa sorridere… la mia panzetta c’è ancora ma è sempre più piccola di quella di ronaldo di adesso 😀

regolare

come ricordava valerio qui, la distinzione tra immigrato regolare e irregolare, corre sul filo dell’ipocrisia

ipocrisia che, come dice castelli sapendo di dire una fregnaccia più irreale che credibile, si manifesta in frasi del tipo “immigrati se avete un lavoro, tornate per due settimane nel vostro paese, poi venite qui solo dopo aver fatto richiesta dal paese d’origine e avendo fatto tutto secondo procedura allora otterrete il permesso di soggiorno”

è ovvio che gran parte di chi ha un lavoro qui non si può permettere il lusso di andarsene nel suo paese d’origine, e per i costi del viaggio (spesso si tratta di transoceaniche), e per il fatto che mestieri come la badante di un anziano non autosufficiente non sono facilmente rimpiazzabili per settimane

penso che farsi prendere da facili sentenze contro l’immigrazione e gli immigrati sia non solo una questione di scarsa civiltà (e non c’entrano destra o sinistra), ma anche un esercizio di forte superficialità, perchè dimentica la vita che c’è dietro a ogni persona che cambia nazione – nascondere le frustrazioni di casa propria pensando che “l’immigrato poteva anche starsene nel suo paese” rischia di diventare un inquietante sport nazionale, imho

primoverno 19

Questo nostro vento, un po’ maggiolino negli odori e nelle temperature, che richiama i cicloni del nord-europa… 19°C alle ore 19 del 19 gennaio…

Segnali di un’inquietante accelerazione, nella mutazione climatica; non seguiti da altrettanta attenzione dalla popolazione, che si limita a registrare cinicamente, come un pennino che traccia un grafo sulla carta, di un rullo che parla di un clima impazzito, di gente inerme e addormentata da un finto benessere e dalla frenesia di consumare, bruciare, ignorare.

Oggi ero a casa dal lavoro, a causa della festa patronale, del feudo lodigiano.

Tanti piccoli interventi di ordine e manutenzione di casa e di vita.

Sarebbe decisamente rilevante, e mi aggancio (in piena sintonia) a questo post di Roberto, per chi fa un lavoro come il mio, fare il telelavoro.
L’azienda per cui lavoro ha gli strumenti, la banda, le attrezzature, il software, per attuare questa possibilità.
Il contratto nazionale degli informatici – un contratto “trasversale” siglato dalle varie rappresentanze di categoria e di contratti, ed estende i CCNL dei vari settori (tipicamente Commercio o Metalmeccanici) – già prevede e descrive modalità e tariffe minime per telelavoro, assistenza da remoto, reperibilità… basta applicarle.
Ma è una questione (sub)culturale, c’è ben poco da fare.

professione di fiducia

laura sul leone della vittoria

Pioveva che Dio la mandava, fino a pochi minuti fà.
Sempre che questo Dio, sia lo stesso che c’era in quella chiesa, fino a poche ore fà.

C’è nel cuore solo la consapevolezza che non voglio egoisticamente distruggere qualcosa di suo, che non voglio separare o dividerla da un mondo, ma solo costruire qualcosa di nuovo, di entusiasmante quanto lo è stato finora e anche di più. Anche contro le parole di chi ci osserva da più o meno vicino, che quasi sempre sono così distanti dai nostri cuori e dalle nostre vite, che neanche ci sfiorano.
E’ bello costruire così, dimenticare le difficoltà, averti come pensiero fisso e centro insostituibile di ogni aspetto della mia vita, quotidiana e futura.

Non c’è più tempo per niente altro, niente altro che mi possa distogliere o allontanare da te anche solo col pensiero.
Non c’è attivismo o politica o conto in sospeso che mi impegni.
La strada che ci porta a domani, è infinita e leggera al contempo. E’ il mio amore, per sempre.

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Non servivano soggetti politici nuovi, e la scommessa politica l’avevo in cuor mio etichettata come inefficace fin dall’inizio.
Quel fiore stretto in una mano non farà sanguinare alcuno con le sue spine, perché, qualunque sia il premier designabile da queste elezioni-papocchio, i margini di un cambiamento radicale non ci sono, non ci saranno.
Non è ancora tempo, c’è da lavorare ancora tanto e diversamente.

ma quanta desolazione, quanti capi-coalizione c’erano?!?

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