Categoria: cinema

basterds

è un film “notevole“, non sarà da oscar ma
è tarantino, ma è anche un tentativo originale di riscrivere un pezzetto di storia

visto in lingua originale (coi sottotitoli in italiano), poi, significa vedere un film con 3/4 lingue muoversi come nella realtà, in un interpretato molto realistico e spesso adrenalinico
difficilmente mi è capitato di vedere qualcosa a cavallo tra una favoletta verosimile e un film dove le emozioni ti avvolgano così

un gran bel prodotto finito, imho

punto pienopunto pienopunto pienopunto pienopunto pieno

landa ghedini separati alla nascita

cineLatest

tre cose ho visto, dopo tante settimane di astinenza dal cinema, una così così, l’altra di nicchia, e l’ultima un’americanata senza capo nè coda

10052009021 san valentino di sangue 3d
film “splatter” un po’ prevedibile e un po’ all’acqua di rose, alla fine l’unica cosa che noti sono gli effetti 3d (splatter) attraverso gli occhialini

star trek – il futuro ha inizio
una chicca per nostalgici, forse nulla di trascendentale o di epocale, ma non è solo una collezione di citazioni
è qualcosa che per gli appassionati del genere costituisce un massaggino romantico al cuore

angeli e demoni
se con il codice da vinci dal cinema uscivi  esclamando “che americanata!“, con questo aggiungi che “… che solenne cavolata!
certo, il marketing, la curiosità e forse la noia hanno spinto contro l’intuito personale, ma certo prima di stroncarlo era necessario vederlo
imbarazzante.

Yes, Week-En(d)

capita che magari riesci a fare una fine settimana (non ditemi “un fine settimana” che mi altero, son entrambi sostantivi femminili, non fatevi prendere da brutti andazzi :-P) non da nomade assetato di vedere il mondo

perchè fa bene occuparsi anche un po’ della casa, anche se per fare le pulizie ti tocca aprire finestre e persiane
e ti giochi così il microclima fresco creato dopo settimane di buio e di climatizzatore programmato

potrei annotare tra le varie cose che stamattina, laura e io, siamo andati dal prete che ci sposerà e gli abbiamo fatto scrivere sull’agenda la data, quella vera, quella che non si cambia ma che ci cambia (la vita)

posso anche annotare che riflettere fa bene, soprattutto quando ti fa arrivare con un progetto nella testa ben preciso, senza colpi di testa

ora che son qua col portatile a godermi la rivincita del Daikin contro le orde dell’Afa Padana insidiatesi in casa ieri, posso guardare con una certa calma perfino gli ultimi quattro giorni di ufficio che mi separano dall’agognato mese di agosto (che si salta dal lavoro a pie’ pari)

ci voleva per concludere in bellezza la visione di un film secondo me ben confezionato, un po’ diversi dai soliti schemi, forse un po’ lunghetto ma che valeva la pena di vedere: The Dark Knight (mio pointer su Scrive.itrating punto pienopunto pienopunto pienopunto pienomezzo voto)

quarto jones

se accetti in un film la commistione tra storia, archeologia e fantascienza (stando anche al gioco di prendere in prestito una leggenda, quella dei teschi di cristallo in territorio maya)
se, come me, sei cresciuto con george lucas e tutte le sue produzioni (e alla sua ironia un po’ kitsch americana)
se sei affezionato a quel giovane vecchietto harrison ford
se poi lo vedi in sala energia dell’arcadia di melzo
allora sì, direi che l’ultimo indiana jones lo gradirai

rating punto pienopunto pienopunto pienopunto pienomezzo voto

Sydney

Sydney Pollack

E’ morto oggi questo signore

Un omaggio a un regista e attore che mi è sempre piaciuto

di american gangster

da Pensieri… parole… senza omissioni: un blog sul cinema e i viaggi, film e turismo: AMERICAN GANGSTER

“American gangster” inizia in modo lento, dilungandosi eccessivamente nella presentazione dei personaggi e in alcune vicende che potevano essere trattate in maniera più marginale, ma quando stanno per iniziare i primi sbadigli, per fortuna prende quota e entusiasma, quando le pedine in gioco sono ormai tutte piazzate, soprattutto grazie confronto tra i due personaggi che in modo parallelo avanzano nelle loro azioni pur senza incrociarsi mai durante il film, se non nella sua parte finale (come accadeva tra Hanna e McCauley nel film “The Heat”).

Mi consola non esser stato l’unico a definirlo un gran bel polpettone LENTO, sicuramente qualcosa di ben confezionato dal punto di vista della fotografia, del casting e della recitazione (splendida quella di Denzel Washington), ma certamente assai criticabile nella scelta di aver sbilanciato il ritmo della sceneggiatura così tanto, opponendo un primo tempo lunghissimo e lentissimo, a un secondo tempo breve e più intenso.
Erano a un passo da un grande film, ma hanno purtroppo sfumato l’occasione.

u qualunquismo

ho appena finito di rivedere su Iris il film “I due deputati“, così definito “dal morandini” (via trovacinema)

Ciccio e Franco, cognati, si detestano cordialmente. Quando Ciccio si presenta alle elezioni per la DC, Franco lo imita entrando nella lista del PCI. Eletti entrambi, in Parlamento continuano a bisticciare. L’ambizione di fare un film satirico c’è, ma trionfa un desolante qualunquismo.

il fatto che emerga un desolante qualunquismo non inficia la satira, anzi, la premia, perchè coglie nel segno, perchè dipinge perfettamente il quadro politico, anche a 40 anni esatti di distanza (quel film è del 1968, sono cambiati i simboli e i nomi, ma la desolazione elettorale e partitica è la medesima, se non peggiore)

Alatriste

Alatriste (titolo italiano “Il Destino di un Guerriero”)

il film è ben fatto, e anche se fatto da spagnoli, non nasconde il lato più meschino, mercenario e puttanesco del carattere castigliano e di guerre fatte per avidità fini a loro stesse

dal punto di vista del ritmo cinematografico, è decisamente da inquadrare nella schiera dei cosiddetti polpettoni, ma tutto sommato è gradevolmente godibile, soprattutto l’interpretazione del credibile viggo mortensen

direi che gli strafalcioni storici, classici delle rivisitazioni fatte dagli americani, qui sono praticamente assenti (a meno che non abbia io dei vuoti tremendi)

rating: punto pienopunto pienopunto pieno

sono tentatissimo…

… “Blade Runner: arrivano le versioni deluxe e HD

vabbe’ che devo risparmiare soldi per il matrimonio, però Blade Runner è il mio film preferito di tutti i tempi… e poi è saltato l’autoregalo del notebook (grazie Unieuro!)… cosa faccio, cedo alla lussuria del consumismo?

L'Uomo dell'Anno

Il film “L’uomo dell’anno” nel complesso è riuscito e brillante, attuale anche se in certi passaggi “tecnici” forse un po’ banale.
La storia è quella di un comico da show serale americano, che si aggiudica le elezioni presidenziali americani grazie a un baco del software di un ipotetico “sistema unico di votazione elettronica”, e deciderà di dimettersi ancor prima di insediarsi alla Casa Bianca, perchè contattato dalla programmatrice stessa del software bucato, la quale lo informa del vero risultato elettorale e nel frattempo si innamora di lui.

All’inizio è un po’ lento, ma la bravura e la brillantezza di Robin Williams risollevano il morale (anche se una sconosciuta vicino a me in sala si è messa a ronfare sonoramente, e non era l’unica) e le sorti di una trama che stenta a decollare e sembra puntare troppo sulla riflessione di base in merito alla degenerazione del sistema politico in generale.

A me, parallelamente, sono sorti spontanei paragoni con Beppe Grillo, personaggio dallo stesso tenore di interventi ed esternazioni, che però ha sempre rifiutato di scendere in politica nonostante i suoi seguaci (la nicchia dei ~) vedano in lui una persona di cambiare il Paese eliminando l’attuale classe politica, per la quale gran parte della popolazione dice di esserne allergica, ma che alla fine è l’unica struttura, guardando realisticamente allo stato delle cose, in grado di governare questo Paese in una logica di equilibrio.

Come diceva Lele ieri, “non si può pensare di fare i politici senza fare politica“; ed è vero.
Il ruolo della satira, della denuncia, della provocazione, è importante per fare vedere agli elettori cose che probabilmente sarebbero ignorate, ma poi lì finisce e non è nulla, se non è l’elettore-cittadino stesso a scegliere (e costituire, ovviamente) una classe politica che sia di ricambio a questa che segna il passo.

Voto complessivo sul film: punto pienopunto pienopunto pienopunto pieno

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