Categoria: paralleli

[NetBeans] [Issue 21973] PHP Editing

———- Forwarded message ———-
From: pjiricka at netbeans.org
To: framark at netbeans.org
Date: 22 Feb 2008 13:14:16 -0000
Subject: [Issue 21973] PHP Editing
http://www.netbeans.org/issues/show_bug.cgi?id=21973

User pjiricka changed the following:

What |Old value |New value
==============================

==================================================
Component|scripting |php
——————————————————————————–
QA contact|issues@scripting |issues@php
——————————————————————————–
Subcomponent|php |code
——————————————————————————–
Target milestone|future |6.1
——————————————————————————–
Version|3.1 |6.0
——————————————————————————–

tutto ciò a testimonianza del fatto che nella prossima major release – la 6.1 – di netbeans, un ambiente IDE che ho recentemente ripreso a utilizzare e rivalutando notevolmente, verrà integrato l’editing del php (così come avevo chiesto, insieme a altri tale feature attraverso il loro sistema di bug tracking)

l'ambiente di De Boer

deBoer ieri sera ho visto su BBC World un’intervista a Yvo De Boer, (olandese, Segretario Esecutivo dell’ONU) nella quale si diceva “ottimista” sul futuro delle strategie di contenimento e diminuzione delle emissioni di anidride carbonica e “gas-serra”

l’intervistatore lo incalzava con dati che avrebbero fatto impallidire chiunque, eppure il prode De Boer non si sbilanciava, nemmeno di fronte alle osservazioni sull’atteggiamento di totale assenza di intenzioni concrete da parte del governo degli USA di intraprendere la strada della riduzione di emissioni

è come se qualche decina di mesi di incontri, conferenze, trattati ratificati (ma anche non) e mai completamente rispettati, fossero il passatempo di politici internazionali troppo distratti e spreconi, di fronte a un mondo che cambia temperature e aspetto, e non ci vogliono scienziati e climatologi per accorgersene

L'Uomo dell'Anno

Il film “L’uomo dell’anno” nel complesso è riuscito e brillante, attuale anche se in certi passaggi “tecnici” forse un po’ banale.
La storia è quella di un comico da show serale americano, che si aggiudica le elezioni presidenziali americani grazie a un baco del software di un ipotetico “sistema unico di votazione elettronica”, e deciderà di dimettersi ancor prima di insediarsi alla Casa Bianca, perchè contattato dalla programmatrice stessa del software bucato, la quale lo informa del vero risultato elettorale e nel frattempo si innamora di lui.

All’inizio è un po’ lento, ma la bravura e la brillantezza di Robin Williams risollevano il morale (anche se una sconosciuta vicino a me in sala si è messa a ronfare sonoramente, e non era l’unica) e le sorti di una trama che stenta a decollare e sembra puntare troppo sulla riflessione di base in merito alla degenerazione del sistema politico in generale.

A me, parallelamente, sono sorti spontanei paragoni con Beppe Grillo, personaggio dallo stesso tenore di interventi ed esternazioni, che però ha sempre rifiutato di scendere in politica nonostante i suoi seguaci (la nicchia dei ~) vedano in lui una persona di cambiare il Paese eliminando l’attuale classe politica, per la quale gran parte della popolazione dice di esserne allergica, ma che alla fine è l’unica struttura, guardando realisticamente allo stato delle cose, in grado di governare questo Paese in una logica di equilibrio.

Come diceva Lele ieri, “non si può pensare di fare i politici senza fare politica“; ed è vero.
Il ruolo della satira, della denuncia, della provocazione, è importante per fare vedere agli elettori cose che probabilmente sarebbero ignorate, ma poi lì finisce e non è nulla, se non è l’elettore-cittadino stesso a scegliere (e costituire, ovviamente) una classe politica che sia di ricambio a questa che segna il passo.

Voto complessivo sul film: punto pienopunto pienopunto pienopunto pieno

cuochi liberi

è un parallelo tra ricette e software, cuochi e programmatori

è un  lonely-mind-storming

immaginate che a un certo punto della storia, i cuochi e, in generale, tutti i detentori dei segreti culinari del patrimonio della cucina mondiale, si fossero messi d’accordo per chiudere la conoscenza delle ricette e del modo di cucinarle

immaginetevi affermazioni del tipo “se volete assaggiare le lasagne, potete solo venirle a mangiare al mio ristorante” nessun altro al mondo può conoscere la ricetta delle lasagne, o cucinarle di sua iniziativa se mai avesse la minima idea di come si facciano, altrimenti avrebbe violato il “copyright”

e avrebbe rischiato probabilmente di violare dei brevetti, se avesse provato a cucinare un piatto simile (sfoglie di pasta all’uovo con in mezzo ragù di carne, formaggio e con cappello di besciamella)

ma qualche anno dopo dei cuochi liberi sfidarono questa cricca di autoinventati “cuochi proprietari”, ricucinando e diffondendo le ricette dei loro piatti, in tutto e per tutto simili  (e spesso migliori) agli omologhi “segreti” e reinventando di nuove ricette a partire dalle originali

una simile metafora avvicina l’uomo della strada, che si schifa e si arrende di  fronte alla parola “software”, per trasmettere quale sia effettivamente il messaggio che noi quattro pirla andiamo a raccontare, in giro per manifestazioni e su pagine web relativamente poco visitate…?

boh, buh-buh 

omeopatia per la società

a qualche evento che calamita l’interesse nazionale attraverso i media, a volte segue un dibattito (e forse qualche attività parlamentare o legislativa in proposito), ma è sempre una rincorsa e mai una prevenzione

questioni quali…
il bullismo, la rete dei trasporti o la separazione di chi gestisce le infrastrutture da chi vi eroga i servizi, la sicurezza sul lavoro e le morti bianche, la compravendita e l’utilizzo di armi da fuoco, la sicurezza stradale, l’assunzione di sostanze che creano dipendenza (dalle sigarette all’alcool passando per tutti gli stupefacenti), vengono sempre poste e affrontate, alla resa dei conti, dal punto di vista dei “sintomi“, cioè affrontando la problematica all’ultimo livello della catena e quasi sempre andando a limitare le libertà individuali con interventi legislativi di carattere deterrente e/o repressivo

so di non dire alcunche’ di nuovo, ma il non-banale sarebbe tornare a riflettere personalmente, per formare la coscienza civica e politica di domani

spara la barzelletta

La barzelletta è proprio l’affermazione:

«Per fermare i pazzi servono più pistole nelle mani dei cittadini rispettoso delle leggi»

Armare come dei pazzi tutti quanti è la soluzione ideale, nel paese dove tutto viene emotivamente ingigantito, come i profitti dei produttori di armi; i pretestuosi stimoli sono i soliti: isteria interna, lotta al terrorismo, guerra ovunque nel mondo ci sia la possibilità di creare una scusa per intervenire.

Potremmo mandare là Calderoli che, con i suoi metodi spartani, sarebbe un egregio ministro degli interni (o magari segretario di stato) per Bush.

Spero che nelle scuole si legga un po’ di più Cesare Beccaria, altrimenti un domani potrei trovarmi i futuri tiratori (la cui specie affolla il poligono dietro casa mia tutti i giorni), a farsi giustizia da soli per le strade.

Link correlati:

JD

sono quasi due settimane (poco prima di ri-ammalarmi di faringite) che riguardo in continuazione le prime serie di Scrubs, non so perchè, forse mi ipnotizzano

il personaggio in oggetto ha dei tratti caratteriali che mi si avvicinano molto (certo non sono simili le caratteristiche fisiche) ma mi ha colpito molto una puntata in cui era protagonista la critica e l’analisi…

il fatto che JD avesse a cuore – fino a farsi a volte del male e a nuocere anche agli altri – il fatto di cercar d’essere “amico di tutti“, farsi accettare da tutti, credere in una causa fino a dimenticare altri valori e riferimenti…

… beh, mi ha fatto riflettere

Scatto alla Risposta

Chissà se parlo di telefonia, o di un invito alla calma, o di entrambe le cose.

Quel balzello che speriamo venga abolito, era una volta dovuto allo scatto dei vecchi apparati meccanici, che scattavano appunto quando il chiamato rispondeva al chiamante.
Ora questo anacronistico costo dovrebbe essere archiviato, come suggerisce l’Autorità per le Telecomunicazioni.

Capita che, in seguito a certe risposte, si tenda a scattare nervosamente, specialmente in un periodo come questo dove l’impressione di aver lasciato sempre indietro qualcosa, non è un’impressione, ma è la realtà; è una lista di cose da fare impressa nella mente, che non riesce ad esaurirsi in modo seriale e fluido, ma si evade in perverso parallelismo, col rischio di inaspettati effetti onda.

Sui click invalidi di AdSense

Riprendo da Punto Informatico:

Google divide i click irregolari registrati dal sistema in due categorie:
Invalid Clicks: si tratta dei click provenienti da azioni non valide ma non necessariamente scorrette (e.g. un doppio clic casuale). Questo tipo di click non viene mai fatturato.
Fraudulent Clicks: si tratta dei click generati da sistemi automatici (bot), o comunque perpetrati al solo scopo di far lievitare la bolletta di un inserzionista. ()

Secondo me l’intero sistema comincia a fare acqua, e il Click Quality Team mi sembra più uno strumento fine a se’ stesso che un organismo di veridicità commerciale.
Il lack è strutturale… pensare ancora alla ripartizione dei proventi in base al volume dei “click” lo trovo da età della pietra, ha lo stesso banalmente triste meccanismo di fondo della retribuzione su base oraria di uno sviluppatore 😉 o della distribuzione dei proventi siae (poco bene agli autori, molto a se’ stessa), tanto per fare dei miei paralleli…

Berlusconismo boomerang

Economia, politica, immagine, successo, sono solo le manifestazioni “esteriori” del fenomeno berlusconiano.
L’ex premier è sicuramente un eccellente comunicatore, ottimo imprenditore di se’ stesso, interpretazione italiana del self-made-man a base di arte-dell’arrangiarsi.
Economia e politica sono punti di partenza e di arrivo di un percorso che, attraverso l’icona dell’uomo “vincente”, ha inciso sul terreno di una società già di suo individualista; l’accelerazione brusca, quindi, verso il trionfo dell’apparenza e l’annullamento di elementi sociali leganti, alla base del nostro vivere civile, arriva proprio con l’ascesa cominciata trent’anni fà di un personaggio che si trova a costruire un impero, a raccogliere consensi rastrellando i mass-media di ogni tipo ed editoria, rafforzando e “strutturando” il business del calcio spettacolo (trovando gioco facile in Italia), muovendo passi accorti tra finanza e politica per mantenere saldo tale potere, sfruttando la leva dell’anticomunismo, simboleggiando la parte “imprenditoriale” che “cresce e fa crescere“.

In tutto questo, la politica, secondo me, c’entra poco.
La destra, quella vera e liberale, nonchè i riformisti, non possono che essere rimasti delusi dell’ingresso in campo utilitaristico del Cavaliere che, aggrega consensi elettorali ma, in un quinquiennio di governo, quanto ha fatto concretamente per il tessuto economico pulsante delle PMI italiane? Quanto ha fatto realmente in materia di liberalizzazioni e accrescimento della competitività?
Ebbene, le domande politiche ed economiche, già basterebbero a porre dei seri dubbi sulla matrice dello scorso esecutivo.

Penso però che si sottovaluti ancora troppo l’impatto sociale…
In uno scenario di Italia senza berlusconismo, senza la smania dell’affermazione individuale sopra a qualunque cosa, come sarebbe la società civile?

Provocatoriamente, sarebbe plausibile pensare che non esisterebbero cose come…
città piene di SUV e famiglie con 3/4 case più del necessario (e altrettanti mutui)…
il livellamento verso il basso degli standard culturali e formativi, con la passiva accettazione che “ignorante è bello” e “apparire è essenziale“…
imperi tele-mediatici come mediasetmondadori che fanno accordi con monopolisti come murdoch e telecomprovettiolivetti per spartirsi beatamente la torta della comunicazione…
monopoli di fatto e/o cartelli di operatori in qualunque settore, senza la possibilità del consumatore di “fare attivamente mercato”, ma solo di subirlo e finanziarlo…
un mercato del lavoro nel quale “precariato” è elegantemente riassorbito dal termine “flessibilità” e si disintegra il (già scarso) valore dato alle risorse umane …
… Insomma, parafrasando in senso inverso lo spot di nutella, Che Italia sarebbe stata senza Berlusconi?

Ora che le nuove generazioni hanno visto coi loro occhi e assaporato che fatica, sacrificio, studio, abnegazione e umiltà sono solo “orpelli del passato“, e ciò che conta è solo vendere bene la propria immagine, che tanto poi “in qualche modo si fa“, cosa potrà risollevarci, dallo stordimento di questo boomerang che ci ha colpito in testa?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: