Tag: miscellanea

at your service

nell’ultimo numero di Time, “At your service”, si parla della potenza di RSS e dell’eventuale possibilità di sfruttare economicamente questa risorsa per i content provider attuali (citando Technorati e wsj.com)

ma cosa ancor più gradita, parla di podcasting, il vero cool trend del momento, come strumento di approvigionamento mediatico a 360 gradi

era ora che anche i media tradizionali smettessero di ignorare che sul web non ci sono solo le solite paginette graficamente accattivanti e che notizie. musica e quant’altro stanno per essere consumate agevolmente senza di loro…

current activity

at the moment, i am translating “European perspectives and work of the FSF Europe” (FSFE web site)
it has been an exciting moment, last tuesday, when i became member of milug: it’s going to be a very useful experience, as i hope to be useful as a web staff member of their web site

i am also – in a background process – thinking about lugpiacenza and its future: it cannot go on surviving just as a mailing-list, it has to become an association
it also deserves a better web site to promote itself, and i would like to adopt flexile as a cms, but i shall wait for roberto’s come back from vacation before taking a decision

flexmenus

i should say that flexile is a fresh, light and innovative cms, but it’s not actually as mature as i expected a cms to be for a ready-to-go publishing system: that’s why i’m going to work with simone sorato to migrate flexer’s cms from postgres to mysql and bring it on the road with us to improve it and make it more robust

by the way, the end of next november (linux day 2004) will be the very target point of a season

Microsoft contro la libera concorrenza

link ufficiale: http://www.italy.fsfeurope.org/projects/ms-vs-eu/ms-vs-eu.it.html

Microsoft contro i cittadini dell’Unione Europea

Nel 2001 L’Unione Europea, tramite la Direzione Generale della Concorrenza (guidata dal Prof. Monti) ha iniziato ad occuparsi della posizione dominante di Microsoft sul mercato dei sistemi operativi desktop. La Free Software Foundation Europe è stata invitata dalla Commissione Europea a rappresentare gli interessi del movimento del Software Libero. Nel 2004 la FSFE participa al giudizio di appello, per difendere ancora la libertà di concorrenza e la libertà di scelta contro gli abusi.

La decisione di FSF Europe di contribuire alle indagini della Direzione Generale della Concorrenza è dovuta alla nostra lunga e vasta esperienza nel campo del software. Inoltre il Software Libero, e in particolare il sistema operativo GNU/Linux, è stato citato da Microsoft come il suo principale concorrente, perciò FSF Europe ha diretto interesse in tale difesa. FSFE ha chiesto di essere ascoltata, con questa lettera alla Direzione Generale della Concorrenza, datata 16 novembre 2001.

La richiesta è stata accettata e dunque i membri del team e i legali della FSF Europe hanno avuto accesso a informazioni confidenziali e hanno avuto la possibilità di commentare l’avanzamento delle indagini.

Nell’agosto 2003, FSF Europe ha chiesto alla Commissione di ascoltare i consigli del Samba Team per riportare competizione nel mercato dei file server e print server. Il documento, firmato da Jeremy Allison, capo del progetto di Software Libero Samba, è stato recepito favorevolmente. In un’udienza privata del novembre 2003, Peter Gerwinsky e Jeremy Allison hanno esposto ufficialmente, di fronte alla Commissione, le posizioni della FSF Europe e del Samba Team.

La Decisione Finale della Direzione Generale prende in considerazione la maggior parte delle osservazioni fatte da FSF Europe in difesa del Software Libero (nonostante non sia ancora la soluzione ideale).

Nel giugno 2004 Microsoft ricorre in appello contro tale sentenza. FSF Europe è preoccupata che gli avvocati di Microsoft riescano a sfruttare a loro favore alcune scappatoie offerte dalla Decisione Finale e perciò partecipa all’appello.

La Decisione della Direzione Generale della Concorrenza contiene affermazioni poco chiare, la maggior parte delle quali sono dovute all’abuso dell’equivoco termine “Proprietà Intellettuale”. L’ambiguità di tale parola rende difficile stabilire se la Commissione stia chiedendo a Microsoft di cedere il copyright su parte del proprio codice sorgente, o di cedere a tutti la licenza sui brevetti sui protocolli e le interfacce sviluppati, o addirittura di svelare preziosi “segreti industriali”. Un problema ancora maggiore è rappresentato dal fatto che la Decisione permette a Microsoft l’utilizzo delle cosiddette licenze “RAND” (“ragionevoli e non discriminatorie”). Come spesso ripetuto, le clausole RAND per l’utilizzo di interfacce o protocolli brevettati in realtà discriminano il Software Libero, dal momento che, per economiche che siano queste licenze, pongono un freno alla libera distribuzione del software (rendendolo non libero).

Per concludere, FSF Europe crede che Microsoft debba rivelare tutte le informazioni necessarie a raggiungere la piena interoperabilità con i suoi sistemi, siano essi Media Player o Directory Service. Per raggiungere questo risultato, non è necessario svelare il codice sorgente sviluppato da Microsoft, non è necessario rivelare alcun “segreto industriale”, poiché i protocolli e le interfacce sono già in un certo senso “pubblici” (visto che è possibile farne il reverse engineering, ma questo è un modo scomodo per poterli utilizzare). È estremamente importante che la Direzione Generale della Concorrenza salvaguardi il mercato ed eviti che i brevetti sul software siano legalizzati in Europa, affinché risulti sempre possibile implementare queste interfacce anche sotto forma di Software Libero.

_________________________________________________________________

Copyright (C) FSF Europe.Ultima modifica: ()
La copia letterale e la distribuzione di questo articolo nella sua integrità sono permesse con qualsiasi mezzo, a condizione che questa nota sia riprodotta.
Si prega di segnalare eventuali errori in questa pagina a webmaster at fsfeurope.org.

_________________________________________________________________

previsioni nefaste?

Cassandra (#):

Cassandra ed Eleno, figli di Priamo e di Ecuba, erano gemelli. Addormentatisi da bambini durante una festa nel tempio di Apollo, furono ritrovati fra rami di alloro e serpenti che li lambivano, da allora ebbero il dono della divinazione.
Successivamente Apollo tentò di sedurre Cassandra e, vedendosi opporre un rifiuto, decretò che le profezie di lei non fossero mai credute.
In un’altra versione (Eschilo, Apollodoro), Cassandra promette di concedersi ad Apollo in cambio dell’insegnamento della divinazione, ma una volta appresa l’arte profetica non tiene fede alla promessa e viene punita con la perdita della credibilità.

Fu violentata da Aiace di Oileo durante il sacco di Troia, Aiace fu punito da Minerva che lo folgorò durante il viaggio di ritorno. Cassandra fu assegnata quale preda di guerra ad Agamennone con il quale morì nella tragedia che travolse la casa reale di Micene, uccisa da Clitemnestra. Secondo una tradizione tramandata da Pindaro morì invece ad Amicle, in Laconia, luogo dove era venerata.

Anche nell’Eneide (II libro) è ricordata la figura di Cassandra mentre pronuncia, come sempre senza essere creduta, infauste profezie a proposito del cavallo di legno donato dagli Achei.

non ora

Non ora, ho da fare

c’è tutta un’estate davanti, per arrostirsi al sole o gustare queste nature in un cielo terso
e ci saranno altre estati, tante altre, per fare tutto ciò (o almeno me lo auguro)
ma ora per me non c’è tempo, ho altro da fare

un pensiero particolare ora va a Valerio e Ivana: che si godano, loro sì, queste meritate vacanze insieme e pongano le basi di un futuro comune
è ciò che di più importante possa esistere, infinitamente più importante di un portale o di qualche bamboccio viziato per il quale senti una qualche forma di debito

Mirmidoni

Popolazione greca della Ftiotide, secondo la leggenda nata dalle formiche per volere di Zeus, dopo la peste di Egina e da Egina trasferitasi nella Ftiotide sotto il comando di Peleo. Guidati da Achille, figlio di Peleo, i Mirmidoni parteciparono alla guerra di Troia.

interrogazione dei key server alla linea di comando mediante gpg

spesso mi è capitato di dover cercare una determinata chiave pubblica su un key server e altrettanto spesso l’ho scaricata dall’interfaccia web, ma ammetto che è molto più comodo e veloce cercarla e scaricarla direttamente alla linea di comando con gpg, e mette al riparo da errori di copia/incolla o di salvataggio dalla pagina web

spedire una chiave pubblica al key server (nell’esempio a keyserver.linux.it)
gpg –keyserver keyserver.linux.it –send-key pippo@email.it

aggiornare il proprio mazzo di chiavi
gpg –refresh-keys

importare, direttamente dal key server, la chiave pubblica dell’indirizzo pippo@email.it (di fantasia)
gpg –recv-keys pippo@email.it

cercare una chiave data una stringa o un id
gpg –search-keys pippo
gpg –search-keys “marco frattola”
tale comando restituisce la lista di chiavi che soddisfano il criterio di ricerca, con la possibilità di scorrere al prossimo blocco di chiavi trovate (n), di scegliere una chiave scrivendo il numero ad essa associato nei risultati della ricerca, o di uscire dall’esecuzione (q); scegliendo una chiave, la si importa nel mazzo di chiavi o la si aggiorna se essa è già presente
—-
per specificare il key server di default:
vi ~/.gnupg/options =>
andiamo ad aggiungere/editare la riga seguente:
keyserver keyserver.linux.it

some links

Alcuni interessanti link di documentazione (in italiano):

PLUTO – ILDP
Appunti di Informatica Libera
Linux Distribution HOWTO
Manuale GNU sulla Privacy
Linux Domande e Risposte
OWASP (Open Web Application Secure Programming)

A margine… “Software Libero e GPL“, ossia le slide (in formato OpenOffice Impress) di una presentazione al Linux Day 2003 a Piacenza…

RMS: 'La campagna diffamatoria di SCO non può sconfiggere la comunità GNU'

“La campagna diffamatoria di SCO non può sconfiggere la comunità GNU”

Richard Stallman

23 Giugno 2003

La disputa contrattuale tra SCO e IBM è stata accompagnata da una campagna diffamatoria contro l’intero sistema GNU/Linux. SCO ha però commesso un errore evidente, riportando in maniera errata una mia dichiarazione in cui avrei detto: Linux è una copia di Unix. Molti lettori hanno sentito immediatamente puzza di bruciato — non soltanto perchè non l’ho mai detto, non solo perchè la persona che lo ha detto stava parlando di idee pubblicate (che non sono soggette a copyright) piuttosto che di codice, ma perchè sanno che io non paragonerei mai Linux ad Unix.

Unix è un sistema operativo completo, mentre Linux è solamente una parte di esso.
SCO sta usando la diffusa confusione fra Linux ed il sistema GNU/Linux per ingigantire il timore che cerca di seminare. GNU/Linux è il sistema operativo GNU che usa Linux come kernel.
Il kernel è la parte del sistema che alloca le risorse della macchina agli altri programmi che ci girano sopra. Quella parte è Linux.

Abbiamo sviluppato GNU partendo nel 1984 come una campagna per la libertà il cui scopo era eliminare il software non libero dalle nostre vite. GNU è software libero, il che significa che gli utenti sono liberi di usarlo, studiarlo e modificarlo (o pagare programmatori per farlo), ridistribuirlo (gratis o a pagamento) e pubblicare le versioni modificate (vedi http://www.it.gnu.org/gnu/thegnuproject.it.html).

Nel 1991, GNU era praticamente terminato, gli mancava solamente il kernel. Nel 1992, Linus Torvalds rese il suo kernel, Linux, software libero. Altri combinarono GNU e Linux per produrre il primo sistema operativo libero completo, GNU/Linux (vedi http://www.it.gnu.org/gnu/gnu-linux-faq.html).
Anche GNU/Linux è software libero e SCO ha fatto uso di questa libertà vendendone una propria versione.
Oggi GNU funziona con vari kernel compreso Linux, lo GNU Hurd (il nostro kernel) ed il kernel di NetBSD. Fondamentalmente è lo stesso sistema, qualsiasi kernel si utilizzi.

Coloro che combinarono Linux con GNU non compresero cosa stavano facendo e iniziarono a chiamare la combinazione “Linux”. La confusione si diffuse; molti utenti e giornalisti chiamano l’intero sistema “Linux”.
Siccome chiamano anche, correttamente, il kernel “Linux”, generano ancor piu’ confusione: quando si sente dire “Linux” bisogna indovinare di quale software si parli.
Le dichiarazioni irresponsabili di SCO sono disseminate di ambigui riferimenti a “Linux”. è impossibile trarne significato coerente, nel complesso, ma l’impressione è che accusino l’intero sistema Gnu/Linux di esser stato copiato da Unix.

Il nome GNU sta per “GNU’s Not Unix” (GNU non è Unix). La ragione
centrale per aver sviluppato GNU sta nel fatto che non è Unix.
Quest’ultimo è ed è sempre stato software non libero, il che significa che impedisce a chi lo usa la libertà di cooperare e di
avere il controllo del proprio computer. Per utilizzare i computer liberamente come comunità avevamo bisogno di un sistema operativo libero. Non avevamo i soldi per comprare e liberare un sistema operativo, ma avevamo le capacità per scriverne uno nuovo. La stesura di GNU è stato un lavoro monumentale. L’abbiamo fatto fatto per la nostra libertà e per la vostra.

Copiare il codice sorgente di Unix non sarebbe eticamente sbagliato, ma è illegale; il nostro lavoro non riuscirebbe a dare agli utenti una libertà legale di cooperare se non fosse fatto legalmente. Per essere sicuri di non copiare il codice sorgente di Unix, nè di scrivere qualcosa simile, abbiamo detto agli sviluppatori di GNU di non guardare neanche il codice di Unix durante lo sviluppo del codice GNU. Abbiamo inoltre suggerito approcci architetturali che fossero diversi da quelli tipici di Unix, per assicurarci che il nostro codice non somigliasse al codice di Unix.
Abbiamo fatto del nostro meglio per evitare di copiare alcun codice di Unix, nonostante la nostra premessa di base secondo cui impedire la copia del software sia moralmente sbagliato.

Un altro strumento della tattica di offuscamento di SCO è il termine “proprietà intellettuale”. Questo termine alla moda ma insensato porta con sè un’evidente pregiudizio, e cioè che il modo corretto di trattare lavori, idee e nomi sia come una specie di proprietà. Meno evidente è il danno che fa incitando a pensare in maniera semplicistica: raggruppando un
insieme di leggi completamente diverse — legge sul copyright, legge sui brevetti, legge sui marchi ed altre ancora — che hanno veramente molto poco in comune. Ci induce la gente a pensare che quelle leggi siano un’unica cosa, “la proprietà intellettuale,” e pensare ad “essa” — il che significa pensare ad un livello di astrazione così alto che le specifiche questioni sociali sollevate da queste leggi non siano neppure visibili. Qualunque “opinione in merito alla proprietà intellettuale” è così destinata ad essere insensata (si veda http://www.it.gnu.org/philosophy/words-to-avoid.html).

Nelle mani di chi propaganda piu’ potere al copyright o ai brevetti, tale termine è un modo per confondere le idee. Nelle mani di chi vuol minacciare, il termine è uno strumento per creare confusione: siamo in grado di poterti denunciare per qualche motivo, ma non ti diremo per cosa.

In una reale causa legale, una tale ambiguità farebbe fallire la causa, o addirittura la impedirebbe del tutto. Se lo scopo di SCO è comunque quello di scuotere l’albero per vedere se ne cade qualcosa, o semplicemente quello di diffondere paure, potrebbero considerare ambiguità e mistero come fattori vantaggiosi.

Non posso prevedere come andrà a finire la causa SCO contro IBM: non conosco i termini del loro contratto, non so cosa abbia fatto IBM e non sono un avvocato. Il legale della Free Software Foundation, il Professor Moglen, ritiene che SCO abbia concesso alla comunità l’utilizzo del codice che ha distribuito sotto GNU GPL ed altri tipi di licenza di software libero, nella loro versione di GNU/Linux.

Sono tuttavia in grado di affrontare piu’ in generale questo tipo di problematiche. In una comunità di piu’ di mezzo milione di sviluppatori, non possiamo aspettarci che non avvengano mai casi di plagio.
Ma non è un disastro; possiamo scartare tale materiale e proseguire.
Se c’è materiale in Linux che è stato aggiunto senza il diritto legale di farlo, gli sviluppatori di Linux lo individueranno e lo sostituiranno. SCO non può usare i propri copyright, o i propri contratti con altre parti, per sopprimere i legittimi contributi di
migliaia di altri soggetti. Lo stesso Linux non è piu’ essenziale: il sistema GNU è diventato popolare in congiunzione con Linux, ma oggi gira su due kernel BSD e con il kernel GNU. La nostra comunità non può essere sconfitta da questa vicenda.

————————–

Per informazioni e domande sulla FSF e GNU rivolgersi, possibilmente in inglese, a gnu@gnu.org.
Altri modi per contattare la FSF.

Commenti su queste pagine web a webmasters@gnu.org, altre domande a gnu@gnu.org.

Copyright (C) 1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 2001 Free Software Foundation, Inc., 59 Temple Place – Suite 330, Boston, MA 02111, USA

La copia letterale e la distribuzione di questo articolo nella sua integrità sono permesse con qualsiasi mezzo, a condizione che questa nota sia riprodotta.

————————–

Articolo originale di Richard Stallman: SCO smear campaign can’t defeat GNU community” (http://techupdate.zdnet.com/techupdate/stories/main/0,14179,2914132,00.html)
Ripubblicato su gnu.org: http://www.gnu.org/philosophy/sco-gnu-linux.html.

Tradotto originariamente dallo Staff di softwarelibero.kuht.it (Federico Ambrosi, Valerio Ravaglia, Marco Frattola, Mario Tagliaretti, Paolo Canavese).
Traduzione sottoposta in mailing list “Thegnuproject @ softwarelibero.it” in data 1/7/2003 e in data 16/7/2003.
Modifiche successive di Francesco Potortì (17/7/2003), Bernardo Parrella (17/7/2003), Andrea Pescetti (18/7/2003).

Si ringraziano: Richard Stallman, TheGNUProject, Alessandro Rubini, Stefano Maffulli, Andrea Pescetti, Bernardo Parrella, Francesco Potortì.

Trad. di 'LinuxTag Sends Cease-and-Desist to SCO'

Articolo originale

Traduzione (by sbarrax):
Gli avvocati rappresentanti dell’associazione LinuxTag hanno consegnato a
SCO un avviso nella quale la invitano a desistere da pratiche di
concorrenza sleale….

L’avviso, datato venerdi’ 23 maggio, sostiene che il gruppo SCO sta
diffondendo incertezza tra utenti, sviluppatori e distributori GNU/Linux.
“Alla SCO stessa conviene smettere di affermare che il kernel Linux standard
viola i suoi copyright, o altrimenti dovranno portare le prove sul tavolo di
quello che vanno reclamando” ha detto Michael Kleinhenz di LinuxTag.

L’associazione ha richiesto alla sussidiaria tedesca della SCO di ritirare le
proprie affermazioni riguardo la paternita’ di codice del kernel Linux entro
venerdi’ 30 maggio, o di rendere pubbliche le prove.

“Non dobbiamo permettere a SCO di danneggiare i suoi concorrenti attraverso
rivendicazioni non sostanziali, di intimidire i loro clienti, e di infliggere
danni permanenti alla reputazione di piattaforma aperta nei confronti di
Gnu/Linux”

Fino a poche settimane fa’, SCO stessa distribuiva, come membro dell’alleanza
United Linux, il kernel Linux sotto GPL.
Percio’, anche se SCO fosse padrona di parti del kernel Linux, le ha rese
Software Libero avendole distribuite sotto GPL.

“Questa situazione illustra la superiorita’ del modello di licenza del
Software Libero: se un produttore software preleva dallo sviluppo del codice
sotto GPL, i suo contributi che venissero pubblicati sotto GPL fino a quel
momento, rimangono disponibili agli utenti,” ha detto J.Siepmann, avvocato e
membro fondatore di LinuxTag
T. Jaeger, Direttore dell’Istituto per gli Aspetti Legali del Software
Libero
e Open Source e’ d’accordo:”Le aziende vedono cio’ come un importante
pilastro della sicurezza degli investimenti.”

_

La traduzione e’ apparsa in ML Discussioni di AsSoLi e si puo’ leggere dall’archivio via web: http://lists.softwarelibero.it/pipermail/discussioni/2003-May/007192.html.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: