Categoria: privacy

WordPress › Help Stop SOPA/PIPA

Some thoughts:

In the U.S. our legal system maintains that the burden of proof is on the accuser, and that people are innocent until proven guilty. This tenet seems to be on the chopping block when it comes to the web if these bills pass, as companies could shut down sites based on accusation alone.

Laws are not like lines of PHP; they are not easily reverted if someone wakes up and realizes there is a better way to do things. We should not be so quick to codify something this far-reaching.

The people writing these laws are not the people writing the independent web, and they are not out to protect it. We have to stand up for it ourselves.

Blogging is a form of activism. You can be an agent of change. Some people will tell you that taking action is useless, that online petitions, phone calls to representatives, and other actions won’t change a single mind, especially one that’s been convinced of something by lobbyist dollars. To those people, I repeat the words of Margaret Mead:

Never doubt that a small group of thoughtful, committed citizens can change the world. Indeed, it is the only thing that ever has.

We are not a small group. More than 60 million people use WordPress — it’s said to power about 15% of the web. We can make an impact, and you can be an agent of change. Go to Stop American Censorship for more information and a bunch of ways you can take action quickly, easily, and painlessly. The Senate votes in two weeks, and we need to help at least 41 more senators see reason before then. Please. Make your voice heard.

via WordPress › Help Stop SOPA/PIPA.

Smontato il Pacchetto Telecom

Ieri il Pacchetto Telecom al voto al Parlamento Europeo è stato spogliato delle sue caratteristiche più inquietanti, legate al controllo del traffico e al coinvolgimento degli ISP nelle attività di controllo e istruttorie.

Save the European Net !

Marco Bonetti al MOCA2008

se da un lato è vero che le cose squisitamente tecniche mi affascinano sempre meno
e occupano nella mia vita e nel mio lavoro sempre meno spazio
è anche vero che certi aspetti della tecnologia mi affascinano ancora
tra questi ci sono quelli legati alla privacy e alla difesa dei diritti digitali dei cittadini

tra le tecnologie “in prima linea” in questo ambito c’è TOR, e al MOCA2008 (che si terrà a Pescara dal 21 al 24 agosto), c’è a parlarne Marco Bonetti, amico del LUGPiacenza

cito dal programma del MOCA2008:

Titolo: TOR: alla scoperta dei router a cipolla

Relatore: Marco Bonetti

Tor è una rete di tunnel virtuali che permette ai singoli individui e alle organizzazioni di aumentare la privacy e la sicurezza su Internet. Consente inoltre agli sviluppatori di software di creare nuovi strumenti di comunicazione con caratteristiche intrinseche di privacy. Tor fornisce le basi per una gamma di applicazioni con cui singole persone e organizzazioni possono condividere informazioni sulla rete pubblica senza compromettere la propria privacy. Questo talk vuole fornire le informazioni per comprendere il funzionamento di Tor e descriverne l’utilizzo con le applicazioni più comuni.


Titolo: Attacchi a TOR: come funzionano, come difendersi

Relatore: Marco Bonetti

Tor è strumento molto potente per difendere la propria privacy sul web e come tale non è immune a diversi tipi di attacchi. Questo talk vuole presentare le tipologie più comuni di attacco, descrivendone il funzionamento e presentando le contromisure da adottare.

Freenet 0.7.0 "Darknet" released

La Microsoft "profila" gli utenti Internet in Cina?

Dall’articolo “Concern about Microsoft research in China into “profiling” Internet users” (Reporters sans frontières):

Reporters Without Borders is worried about a report in the British magazine The New Scientist that a Microsoft laboratory based in China is carrying out research on software that can analyse the behaviour of Internet users with precision and draw up a profile of them (their age, sex, geographic origin and so on). The US software corporation’s aim is get to know its users better in order to deliver targeted advertising.

Big Brother Award Italia 2007, I Vincitori

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Big Brother Award Italia

Premio “Lamento del Popolo”: Telecom Italia (12/50)

Premio “Peggiore ente pubblico”: Comune di Milano (18/35)

Premio “Peggiore azienda privata”: Telecom Italia (30/35)

Premio “Tecnologia piu’ invasiva”: Google (14/35)

Premio “Bocca a stivale”: Paolo Gentiloni – Ministro delle Comunicazioni (18/35)

Premio “Minaccia da una vita”: Parlamento italiano (14/35)

Premio “Winston Smith – eroe della Privacy”: on Maurizio Turco (22/35)

Big Brother Award Italia 2007

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Big Brother Award Italia

Cos’e’ il BBA Italia? E’ un premio “in negativo” che ormai da anni viene assegnato in tutto il mondo a chi piu’ ha danneggiato la privacy.

In una situazione in cui la privacy e’ fatta continuamente a polpette dalle nuove tecnologie e da discutibilissime iniziative di “sicurezza”, il BBA vuole puntare il dito contro chi opera in prima linea contro la privacy, beneficiando spesso del fatto che mai come in questo periodi i “riflettori” della pubblica attenzione sono lontani da questi argomenti.

l’assegnazione dei BBA Italia avverrà all’interno del convegno:

e-privacy 2007: controllo sociale e tecnocontrollo

venerdì 18 e sabato 19 maggio 2007 – Firenze Il 18 e 19 maggio, in Palazzo Vecchio

a Firenze si svolgera’ l’annuale convegno e-privacy 2007, dedicato ai problemi della privacy nell’era digitale; (venerdi nel Salone dei 200 e nella Sala degli 8 , sabato nella Sala Incontri).

GNUFUNK: e-democracy/e-conspiracy: libero software in libera rete

GNUFUNK: e-democracy/e-conspiracy: libero software in libera rete
e-democracy/e-conspiracy: software libero in libera rete diritti, tutele, conoscenze, socialità e politica nell’età della Rete e della rivoluzione digitale.

 

mercoledì 21 marzo, ore 21 al csa barattolo – via dei mille 130 – pavia

Un nuovo orizzonte culturale: accesso libero, gratuito e universale, la condivisione della conoscenza, la liberazione dei saperi.

Vedi: http://gnufunk.org/

ci saranno, tra gli altri, rubini, lele, il dido, e ci vado anch’io

Buon senso, censura o pensiero ipocrita ?

In questo ponderato articolo “Do Google and YouTube have ethical responsibility for their video services?“, Nate Anderson conduce a interessanti riflessioni sui fatti di cronaca recentemente “ribaltati” su video di google/youtube e sulla decisione della magistratura italiana di indagare due dirigenti di Google, potenzialmente colpevoli di non aver vigilato sui contenuti pubblicati, veicolanti immagini di bullismo.

Nell’articolo emerge anche la considerazione che, dopo che questi fatti hanno avuto una ribalta e una visibilità eccezionali, si è finalmente aperto un dibattito a livello nazionale su bullismo e sulla condizione giovanile.

Aggiungo, come casi di cronaca “limitrofa”, che anche gli squinternati che filmavano e pubblicavano le loro idiozie motociclistiche, in realtà hanno posto fine in anticipo alle loro follie grazie proprio alla eco che la pubblicazione su Internet ha dato loro, consentendo alle forze dell’ordine di rintracciarli più facilmente, rispetto a segnalazioni “tradizionali” fatte dai poveracci che in quel momento stavano sulla loro stessa strada.

Personalmente, ritengo che la mancata comprensione delle dinamiche del web, assieme alla colpevolizzazione dello strumento stesso, consegna l’Italia ancora una volta alla schiera di Paesi censori e con una classe dirigente vecchia e inadatta alla situazione reale di una popolazione che viaggia a una velocità diversa da quella dei politici che la governano e ne legiferano.

E’ ora di accelerare.

pragmatismo a senso unico alternato

Brasile, autenticazione obbligatoria per gli utenti?
Avanza la proposta di legge che imporrebbe un giro di vite con effetti su privacy, anonimato e diritti civili. Nel mirino anche virus e attacchi telematici. Insorgono i provider, che non vogliono fare i poliziotti della rete

GOOGLE, IL FUTURO E L’APOCALISSE

Per far si che da vostro pc voi facciate il “login” ossia diciate a Google chi siete. Il grande fratello informatico non se lo dimenticherà e ogni volta che cercherete qualcosa su internet lui lo registrerà. Per fare cosa? Per diventare in breve tempo il più grande fornitore di informazioni commerciali del mondo.

Tutto questo è lecito e legale, dato che google esplicita chiaramente le norme sulla privacy che adotta:http://www.google.it/intl/it/privacy.html. Perdete qualche secondo per leggerle.

Ma la vera domanda è: Che i fornitori conoscano i nostri gusti per meglio adattare i prodotti alle nostre esigenze è una cosa così negativa? E’ negativo che il supermercato con la tesserina punti faccia esattamente la stessa cosa? Oppure è comodo che quando andate al supermercato per cercare un particolare prodotto tante volte lo trovate già all’ingresso? Vi siete mai chiesti come facciano? Ora lo sapete.

Sento parlare di privacy, di DRM, di software libero chiamato gratuito, di corporation come Google etichettate come “Grande Fratello” digitale; in mezzo a questo marasma di discorsi, vedo persone che mostrano o evidenti amnesie, o una distrazione di fondo.
La consapevolezza è fondamentale, per evitare errori di valutazione banali.

Non mi riferisco certo a Roberto, quando parlo di incosapevoli distratti, anzi con lui è possibile sempre attuare un confronto attento e maturo.
Ho sentito da svariate altre persone al Linux Day e dopo, evidenziare e applaudire, la cosiddetta gratuità di sistemi come GNU/Linux, come caratteristica fondamentale…
Il mondo che osservo, parla di una realtà quotidiana in cui anche il software proprietario maggiormente diffuso è de facto gratuito, dal ragazzino alla casalinga – passando per coloro che questi software li vedono a partire dai propri luoghi di lavoro – sono pochi quelli realmente consapevoli che vi siano delle licenze software da pagare.
Poco consapevoli sono – e ancora meno desiderano interessarsene – del fatto che utilizzano del software che fa della loro privacy quello che meglio ritiene lui e che essi non hanno il minimo diritto (anzi, è addirittura illegale) cercare di capire come questo software funzioni e cosa faccia delle informazioni che tratta.

Quello che apparentemente può sembrare un guadagno immediato sul portafoglio contro qualcosa “a pagamento”, è in realtà secondario, perchè la libertà di vedere/ascoltare/crittare/scrivere ciò che si vuole e come si vuole, è molto più importante e rassicurante di evitare le carte di fidelizzazione e un account su google (come se yahoo o libero poi invece fossero dei santi con i nostri dati personali in loro possesso…).
Stop a questo pragmatismo che va e viene come fa più comodo.

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